È lecito credere e sperare che il Cosenza abbia ancora le forze di compierlo questo ultimo sforzo. Quello che necessita per raggiungere l’obiettivo e conquistare una salvezza che sì, tutti, ma davvero tutti, vedevano come una chimera.
A questa squadra non si può chiedere di più. È la constatazione che viene da fare al fischio finale del match del “Del Duca” pareggiato con l’Ascoli. Si può parlare a ragion veduta di un’altra prestazione soddisfacente dell’undici di William Viali. Un peccato che non sia dotata di finalizzatori altrimenti avrebbe potuto contare su qualche altro punticino in classifica.

Ne sarebbero bastati appena 2 o 3 affinché il miracolo permanenza diretta senza passare dai 180 minuti dei playout fosse realmente raggiungibile. Innanzitutto i lupi devono pensare a battere un Cagliari che con Ranieri ha dato una svolta in positivo alla propria stagione e che non vuole saperne di lasciare punti per strada.
Se poi anche Longo, come promesso dallo stesso nel post della gara casalinga vinta dal suo Como contro la Ternana, volesse giocarsi le residue chances di entrare nella griglia playoff e andare ad espugnare Cittadella, allora sì che si materializzerebbe il quadro perfetto.
Saranno, senza spingersi troppo in ipotesi realizzabili ma poco probabili, ancora una volta i playout a decidere il destino del Cosenza. A stabilire se i rossoblù disputeranno il sesto campionato consecutivo in Serie B nella stagione ’23/’24. La speranza, ultima a morire come si suol dire, che questa invece di stagione sia l’ultima nella quale si costringono i tifosi rossoblù a rischiare le coronarie tribolando fino all’ultimo secondo.























