Luciano De Paola ex di Brescia e Cosenza

Un calciatore del carisma e della personalità di Luciano De Paola non si dimentica facilmente. Ha lasciato un buon ricordo di sé ovunque. Un segno indelebile in tutte le piazze toccate. Onorando sempre la maglia fino all’ultima goccia di sudore. Tra le tante Brescia e Cosenza, che si affronteranno sabato al “Rigamonti” nel match valevole per la tredicesima giornata di Serie B.

  • Guardando i numeri si legge 150 presenze con il Brescia e 66 con il Cosenza. Per anzianità di servizio appare chiaro che De Paola alla fine sia più legato alle rondinelle ma…c’è un ma?

A Brescia ho giocato per cinque stagioni, ho ottenuto due promozioni dalla B alla A. I due anni a Cosenza, con tutte le emozioni vissute, mi hanno regalato comunque ricordi indimenticabili“.

  • Sei rimasto a vivere a Brescia e conosci il calore del Rigamonti e dei tifosi delle rondinelle. Una garanzia anche nei momenti difficili?

Vivo a Brescia da tanti anni, uno dei miei figli è nato qui. Lo zoccolo duro della tifoseria bresciana è importantissimo. Il seguito, rispetto al passato, è diminuito ma l’appartenenza e la passione rimangono sempre le stesse. I giocatori che arrivano a Brescia provenendo da piazze più tranquille sentono una pressione incredibile“.

De Paola con il Cosenza 1994-1995
  • Pesa sui rossoblù una penalizzazione di 4 punti. Tu hai giocato con un fardello più pesante. Il famoso -9 inflitto al Cosenza nella stagione 1994/1995.

La salvezza in anticipo ottenuta con quella penalizzazione vale come tre campionati vinti. Difficile comunque fare paragoni. Quella era una Serie B molto diversa, c’era tanta qualità in più e squadre di tutto rispetto con un grande blasone e organici fatti di giocatori con carriere incredibili e personalità. In quel Cosenza che fece una stagione strepitosa non c’era solo Luciano De Paola che era un “bandito” ma altri 7/8 calciatori dal grande carisma. Da Zunico a Napolitano a Marulla e giovani che ci seguivano e apprendevano da noi. Quel -9 pesava tanto, arrivò a stagione in corso e le partite per recuperare il gap erano poche. Quella squadra non retrocesse perché era fatta di uomini veri e di un presidente importante come Pagliuso, che amava la città ed era legato ai colori. Ora il Cosenza ha un campionato intero per risollevarsi. Ho visto giocare i lupi nelle ultime gare e devo dire che mi hanno fatto un’ottima impressione“.

  • Il Cosenza ha cercato un centrocampista con le tue caratteristiche che ora effettivamente manca. Un alter ego di De Paola è ancora indispensabile per una squadra nel calcio di oggi?

Non vedo giocatori con caratteristiche simili a quelle che avevo io. Non bisogna dimenticarsi però che il calcio è fatto di carattere e personalità. Nello spogliatoio ci vogliono giocatori e allenatori dal grande carisma. Al ds rossoblù Delvecchio consiglio un profilo: Davide Balestrero, centrocampista della Feralpisalò che sa fare la differenza. Al Cosenza attuale mancano due leader in grado di fare il salto di qualità. Non c’è più un bomber come Tutino. Per l’ennesima volta si è azzerato tutto e ricostruito un organico quasi per intero. Non conosco il presidente Guarascio ma mi sento di dire che questa è una politica sbagliata. Le ciambelle non riescono tutte le volte col buco“.

  • Conosci Maran e Alvini. Che allenatori sono? A quale dei due ti senti più vicino come credo calcistico?

Maran conosce bene la categoria e fa della gestione del gruppo la sua forza. Nei momenti difficili difende la squadra e fa da scudo ai giocatori, che stravedono per lui. A Brescia è stato bravo a subentrare. Alvini ha grande carattere. Telecomanda i suoi dalla panchina, non sta mai fermo. Ha una personalità importante. La differenza tra le due squadre è nell’abitudine a giocare a questi palcoscenici. Nelle rondinelle ci sono tanti elementi che la B la fanno da una vita. Sarà difficile però puntare a vincere il campionato perché lì davanti ci sono squadre nettamente più forti. Nei lupi ci sono diversi esordienti ma questo non sempre significa qualcosa perché dalla sua ha rabbia e voglia di non mollare mai. E’ una dote che sabato potrà contare“.

  • Sarai al Rigamonti sabato?

Sicuramente sarò allo stadio“.

  • Che gara ti aspetti? Te la senti di fare un pronostico?

Il Brescia viene da una vittoria bella ma sofferta a “Marassi” con la Sampdoria. Nel primo tempo Lezzerini l’ha tenuto in piedi poi nella ripresa con i cambi è riuscito a cambiare l’inerzia del match. Il Cosenza fuori casa ha fatto sempre la sua onesta partita. Sa difendersi bene e ripartire. Non mi sbilancio con un pronostico ma ci sono tutti i presupposti perché venga fuori una bella gara“.

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