“La delibera Cipe N.60 del 2012 ha stanziato 37 milioni -project financing- per aumentare la capacità di depurazione dell’impianto del consorzio Valle Crati. L’Italia è sotto infrazione comunitaria per la cattiva depurazione e ogni anno deve pagare una multa salatissima se non risolve le sue criticità in materia di depurazione tra cui anche l impianto di coda di volpe del comune di Rende”.

Lo afferma in una nota Carlo Guccione, della direzione nazionale del Partito Democratico.

La depurazione delle acque reflue – continua Guccione – non è soltanto una questione ambientale, ma rappresenta una delle infrastrutture fondamentali per lo sviluppo economico e produttivo di un territorio. In questo contesto, il potenziamento dell’impianto di depurazione di Coda di Volpe assume un valore strategico per l’intera area urbana di Rende e per i comuni della Valle del Crati.

L’intervento è finalizzato ad aumentare la capacità e l’efficienza del depuratore, migliorando il trattamento delle acque reflue provenienti dalle aree urbane e produttive del territorio. Un’opera indispensabile per garantire una maggiore tutela del fiume Crati, ridurre l’impatto ambientale degli scarichi e assicurare il rispetto delle normative nazionali ed europee in materia di depurazione.

Ma la rilevanza dell’opera va ben oltre gli aspetti ambientali. Il depuratore di Coda di Volpe è infatti al servizio dell’area industriale di Rende, Zumpano e delle altre zone produttive presenti nei comuni della Valle del Crati. La disponibilità di infrastrutture moderne ed efficienti costituisce una condizione essenziale per favorire nuovi investimenti, sostenere le imprese già esistenti e creare opportunità di occupazione.

Bisogna istituire subito una task force tra il Consorzio Valle Crati e la Regione Calabria per fare partire immediatamente i lavori e consentire al territorio di uscire definitivamente dalla procedura di infrazione europea legata alla depurazione. Un’azione coordinata e tempestiva è necessaria per superare ogni ritardo e garantire il rispetto degli impegni assunti. Senza un adeguato sistema di depurazione, infatti, diventa difficile programmare l’espansione delle attività produttive e attrarre nuove iniziative imprenditoriali. Per questo motivo il completamento e il potenziamento dell’impianto devono essere considerati una priorità per l’intero territorio.

Occorre pertanto accelerare tutte le procedure necessarie per consentire l’avvio dei lavori, che da oltre 14 anni non riescono a partire, rimuovendo gli ostacoli burocratici e amministrativi che continuano a rallentare la realizzazione dell’intervento. La semplificazione dei percorsi autorizzativi e una maggiore collaborazione tra gli enti coinvolti sono condizioni indispensabili per evitare ulteriori ritardi.

La sfida della depurazione – conclude – riguarda il futuro della Calabria: tutela dell’ambiente, qualità della vita dei cittadini, competitività delle imprese e sviluppo sostenibile sono obiettivi che passano anche attraverso la realizzazione di infrastrutture moderne e funzionali. Il potenziamento del depuratore di Coda di Volpe rappresenta, da questo punto di vista, un investimento strategico per il presente e per il futuro dell’Area Urbana e dell’intera Valle del Crati“.