La città di Rende è pronta ad ospitare la seconda edizione del Drama Fest, il festival della nuova drammaturgia. L’evento, dedicato al mondo del teatro, avrà inizio oggi, 27 novembre, e proseguirà fino al prossimo 29 novembre. L’iniziativa è mossa dall’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla realtà teatrale. Il calendario della kermesse è infatti articolato in diverse iniziative che mirano al contatto tra gli esperti del settore e i giovani studenti, come spiegato ai nostri microfoni dal direttore artistico Max Mazzotta, nel corso della puntata di “Random“, in onda lo scorso 22 novembre sui canali Facebook e YouTube de Il Dot.
“Abbiamo cercato di riempire il vuoto di una drammaturgia nuova, di un teatro nuovo, un teatro contemporaneo che venisse a farci visita – ha spiegato il regista ai nostri microfoni – Il Drama Fest nasce un po’ da questa esigenza, un po’ dall’esigenza di mettere insieme tre dimensioni diverse del teatro: il mondo di chi il teatro lo studia, il mondo di chi lo critica e il mondo di chi lo fa”.
“Il teatro è una forma d’arte diversa dalle altre, perché ne racchiude in sé tante altre. – ha poi proseguito l’artista, spiegando come la dimensione teatrale sia in continua evoluzione – Le rappresentazioni teatrali raccontano la vita contemporanea, ma non la raccontano come il web, che pur tuttavia la racconta in maniera reale, ma in una maniera altra, poetica e metaforica e spesso la metafora arriva al pubblico in maniera molto più forte”.
Gli ospiti del “Drama Fest 2024“
Numerosi gli appuntamenti previsti per la seconda edizione del “Drama Fest“. Oltre ai numerosi seminari e convegni, ospitati dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, il programma dell’evento prevede diverse rappresentazioni teatrali con illustri ospiti, in scena presso il Palacultura “Giovanni Paolo II” di Rende.
Tra gli ospiti della kermesse, la compagnia “Frosini/Timpano” con “Tanti Sordi. Polvere di Alberto”. Lo spettacolo di mercoledì 27 novembre alle 21, si svolgerà presso il Palacultura “Giovanni Paolo II” di Rende. “Si tratta di un omaggio ad Alberto Sordi. Nello specifico la compagnia ha cercato di mettere la maschera di questo personaggio nel racconto dell’Italia o dell’individuo italiano del periodo” ha spiegato il direttore artistico.
Giovedì 28 novembre alle 21 toccherà alla “Carrozzeria di Orfeo”, con “Robe dell’altro Mondo (cronache di un’invasione aliena)“. “Si tratta di una compagnia che agisce sul territorio nazionale ormai da tantissimi anni – ha proseguito Max Mazzotta– ed è una compagnia di giovani che si sono riuniti e hanno cominciato a sperimentare con vari linguaggi, con la musica, con i video e le performance interattive”. Lo spettacolo si svolgerà presso il Palacultura “Giovanni Paolo II” di Rende.
Giovedì 28 novembre, inoltre, alle ore 17, il Teatro DAM Dipartimento Autogestito Multimediale dell’Unical ospiterà lo spettacolo in realtà virtuale “Segnale d’Allarme” di Elio Germano.
Max Mazzotta e “Nikola Tesla. Genio Compreso”
La kermesse si concluderà venerdì 29 novembre con “Nikola Tesla. Genio Compreso”, di “Libero Teatro”, scritto, diretto e interpretato dal direttore artistico dell’evento, Max Mazzotta. La rappresentazione teatrale andrà in scena presso il Palacultura “Giovanni Paolo II” di Rende, alle ore 21.
“Ho voluto prendere a pretesto questo inventore un po’ pazzoide, un po’ genio, del ‘900 americano, per dire delle cose importanti, secondo me, del contemporaneo di oggi. – ha spiegato il regista Max Mazzotta nel corso della puntata – Era un personaggio un po’ bistrattato, un personaggio un po’ isolato, un inventore con delle idee abbastanza diverse rispetto a quelle che avevano i suoi contemporanei. Inoltre, era un po’ contro tutto quel meccanismo che ha portato al consumismo e ad un’energia sporca, che ha inquinato il pianeta. Era una voce fuori dal coro”.
“Ho quindi preso a pretesto questo personaggio per rappresentare la solitudine di coloro i quali hanno delle intuizioni, ma vengono considerati un po’ pazzi. Coloro i quali hanno la capacità di comprendere il contemporaneo e non poterlo dire perché i contemporanei stessi non conoscono il proprio vivere e chi invece lo sa non viene ascoltato. – ha concluso – Ho voluto creare questo spettacolo e scrivere questo testo rifacendomi a questo aspetto”.
La puntata integrale
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