Il 2025 inizia, nel catalogo Netflix, con “Mica è colpa mia”, nuovo film di Umberto Carteni, con protagonisti Antonio Folletto, Laura Adriani e Vincenzo Nemolato, pellicola prodotta da HT Film e Indigo Film. Un’opera diversa dalle solite storie d’amore romanzate, che unisce i sentimenti ad una Napoli “verace”, tra politica, interessi e specchi di vita quotidiana.
Il cast
Il cast vanta alcuni dei più giovani volti talentuosi del cinema italiano, come Antonio Folletto nei panni di Vito (protagonista della storia), Laura Adriani la quale dà vita a Marina (coprotagonista). E ancora, Vincenzo Nemolato nei panni di Antonello (fratello di Vito), Saverio Picozzi, Vincenzo Picozzi, Loris De Luna, Biagio Manna e Roberto De Francesco.
La recensione e i temi trattati (no spoiler)
“Mica è colpa mia” fa parte di uno dei lavori del regista Umberto Carteni, noto per essere in grado di bilanciare comicità e serietà, offrendo prodotti mai scontati e, anzi, ricchi di spunti per qualsiasi telespettatore, dal più attento a chi cerca semplicemente un film da vedere la sera dopo una giornata estenuante.
E’ inevitabile che il genere di fondo sia la commedia romantica, vedendo alla base della storyline la conoscenza – prima – e lo sviluppo – dopo – di una storia d’amore tra Vito e Marina, il primo reduce da una relazione finita per un bambino disconosciuto dalla propria madre, la seconda impegnata in un fidanzamento monotono ed esclusivamente incentrato sul lavoro. Si presenta, dunque, la prima tematica della pellicola: la separazione tra coniugi e l’affido esclusivo di un minore, elemento che tornerà spesso durante i minuti di riproduzione.
Vito vive con il fratello Antonello in un antico palazzo, sede della casa dove i due crebbero con i propri genitori. Casa nel cuore del centro storico di Napoli che, tuttavia, sembra fin da subito presentare qualche criticità sul piano dell’agibilità e della sicurezza, tanto che Antonello vedrà notificarsi spesso degli atti intimidatori da parte del Comune, pile e pile di lettere mai aperte dal destinatario per paura del contenuto.
Le carte verranno, però, lette da Vito, complice l’incapacità di Antonello di mantenere i segreti. Si scopre la posizione debitoria di Antonello nei confronti di una società non ben specificata così come la natura del credito vantato. Per un debito di circa 50.000€, i due avranno il compito di salvare la casa, specie per poter tenere il bambino anziché vederlo sottratto dagli assistenti sociali.
Il cuore di “Mica è colpa mia”
Qui pulsa il cuore di “Mica è colpa mia”, con Vito e Antonello che escogiteranno una serie di archetipi utili per impressionare Marina, ricca ereditiera che lavora in una prestigiosa impresa edilizia di famiglia, insieme al proprio fidanzato. La giovane verrà attenzionata per le sue doti filantropiche, capace di donare a diverse associazioni benefiche senza troppi problemi. Da qui, Vito e Antonello cercheranno in tutti i modi di ricevere una “donazione” pari al debito che dovranno saldare, creando una associazione di supporto ai bambini africani in difficoltà e sponsorizzando ogni gesta di un Vito sempre più simile – sul piano elitario – a Marina. Si presenta la seconda tematica: il volontariato in ogni sua forma, ricalcato cinematograficamente ai fini della trama ma spesso e volentieri messo in risalto nella rilevanza che quest’ultimo ha verso i più bisognosi.
E’, tuttavia, riassumibile anche un terzo tema, ovvero quello della disparità sociale che si può notare tra una Napoli e l’altra, semplicemente spostandosi di pochi chilometri e trovando due stili di vita completamente differenti. Vito e Antonello sono due ragazzi semplici, vivono con l’acqua piovana che gocciola dal tetto, mercatini improvvisati sotto casa, uno fa il lavapiatti in un ristorante e l’altro è disoccupato. Marina, dal canto suo, gira con un Maserati Levante GT, vive in una lussuosa villa ed è titolare di un importante progetto che scoprirete durante la visione del film. Insomma, vite contrapposte destinate però ad incontrarsi.
“Mica è colpa mia” è, quindi, un’opera adatta a tutti proprio perché è “di tutti”. Un film non troppo articolato quanto semplice e diretto, in grado di farci viaggiare nella comicità napoletana ma, al tempo stesso, di riportarci su temi comuni bisognosi di approfondimento, che sia individualmente o collettivamente. Consigliata? Assolutamente si.
**”Mica è colpa mia” è visibile con sottoscrizione di un abbonamento Netflix**
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