Bagno di folla per Dario Brunori all’Università della Calabria. Reduce dal successo di Festival di Sanremo, che sa tanto di consacrazione nell’olimpo dello show business, il cantautore cosentino, terzo classificato alla kermesse con “L’albero delle noci“, ha incontrato stampa e pubblico al Teatro Auditorium Unical.
Prima di esibirsi di fronte ai tanti fan giunti per l’occasione con la canzone portata a Sanremo, alla quale sono seguite “La verità” e il suo primo grande successo “Guardia ’82“, Brunori SAS si è concesso alle domande dei giornalisti: “E’ stato tutto sorprendente – esordisce facendo un bilancio dell’esperienza sanremese – perchè si è percepito subito che la canzone sarebbe arrivata. Il momento topico è stata la seconda esibizione. E’ stato commovente il finale, quando ho sentito le persone applaudire in maniera convinta. Lì ho compreso che la canzone aveva colpito. La mia intenzione era quella di far arrivare un certo tipo di canto e di scrittura, quello che ho cantato in tanti anni. Finora l’ho fatto per un pubblico di nicchia, ora arriva al grande pubblico“.
Brunori SAS: “Esperienza vissuta bene, senza pippe mentali“
“C’è dietro – precisa il cantautore – la passione per il cantautorato che in questi ultimi anni era stata rappresentata poco. E’ bello notare che esistiamo. Sono felice di come l’ho affrontata personalmente perchè tempo fa non sarebbe stata così. Avrei avuto tante “pippe mentali”, invece l’ho vissuta bene. Ne sono uscito con un’eleganza che non mi appartiene nella vita quotidiana, sono anche dimagrito dopo anni di “panza” (ride ndr)!“
Passaggio finale, dovuto e voluto, alla band, la SAS: “Mi fa piacere aver condiviso questa esperienza con i musicisti che mi hanno sempre accompagnato e i ragazzi della band. Sono felice di essere uscito come sono sempre stato e che il contesto non abbia intaccato il mio modo di essere. Anzi, l’ha rafforzato. Lo sosteneva anche il grande Massimo Troisi che il successo non cambia le persone“.
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