Inadeguati. Una definizione che era stata già accostata più volte su queste colonne al Cosenza Calcio. La tragicomica vicenda della conferenza stampa del ds Lupo annullata poche ore prima dello svolgimento, con modalità alquanto singolari, rimarca e sottoscrive questa inadeguatezza. Non solo di organizzazione, non adatta ad un club professionistico, quanto di comportamenti.

Imperdonabile e inaccettabile è infatti l’arroganza mostrata da chi non ha nemmeno il buon gusto di presentarsi (non lo ha mai avuto da quando opera attivamente in società) nella chat teatro della pantomima. Lascia sbigottiti la mancanza di educazione e di rispetto mostrata nei confronti degli operatori dell’informazione, alcuni dei quali affermati professionisti con carriere ventennali e trentennali sulle spalle. Ma il discorso va esteso, perché così non si fa altro che prendere in giro e offendere un’intera comunità, fatta di tifosi e appassionati che non vogliono più assistere a queste farse.

Gaia, questo è il nome della dipendente fantasma della società bruzia, supportata poi da ‘Cosenza calcio srl‘, è sparita nonostante le promesse di “comunicazioni a breve“. Un classico. Prima, suo malgrado, è stata mandata al patibolo, poi ha pensato bene di uscire dal gruppo. In più va fatta l’amara constatazione che è ancora abile e arruolabile chi si credeva (sbagliando) avesse liberato la scrivania di via Conforti.

Non ha partecipato nessuno all’incontro informale col ds Fabio Lupo, incautamente proposto dai dilettanti allo sbaraglio. Non c’è stato così modo di chiedergli “ma chi te l’ha fatta fare?“. Domanda che non si può girare a Micheli (anche il suo ruolo è ignoto), qui da mesi, ormai consapevole della triste realtà. Quesito da porre, se mai ce ne sarà la possibilità, al nuovo allenatore Antonio Buscè.

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