Sarà la parola “pace” a risuonare più forte di tutte, il prossimo 7 agosto sul lungomare di Squillace Lido. Torna Ondarock, il festival organizzato dall’associazione culturale La Rete, e per la sua decima edizione sceglie di schierarsi apertamente contro ogni forma di conflitto, adottando come slogan un messaggio chiaro e potente: “Amplify Peace, Silent War”.
«Non possiamo restare a guardare mentre ogni giorno arrivano notizie di morte e distruzione – dichiarano i membri de La Rete –. Abbiamo sentito il dovere di dare un segnale, e crediamo che la musica sia il mezzo più diretto e sincero per farlo. È da sempre un linguaggio universale di unione e speranza».
Il cuore pulsante dell’evento sarà la serata del 7 agosto, che vedrà alternarsi sul palco due ospiti d’eccezione: Antonio Mantovano, con il suo progetto solista fresco vincitore della finale regionale di Arezzo Wave, e Giorgio Canali & Rossofuoco, una vera e propria icona del rock italiano.
Chitarrista, produttore e autore dalla carriera ultraventennale, Giorgio Canali ha lasciato il segno collaborando con band seminali come CCCP, CSI, Litfiba e PFM. Ma è soprattutto con il suo percorso solista, avviato nel 1998 con l’album Che fine ha fatto Lazlotòz, che ha dato voce al suo spirito più graffiante e poetico. Con testi carichi di rabbia, disillusione e passione politica, Canali ha costruito un repertorio unico nel panorama indipendente italiano, fatto di rock viscerale e liriche affilate. Insieme ai Rossofuoco, la band che lo accompagna stabilmente, ha pubblicato otto album in studio, l’ultimo dei quali è Pericolo Giallo, un disco che non fa sconti a nessuno e che conferma la sua attitudine critica e la sua capacità di leggere il presente con lucidità e furore.
Ondarock 2025 si preannuncia quindi non solo come un appuntamento musicale, ma come una vera e propria chiamata collettiva alla consapevolezza. «Quella sera – continuano gli organizzatori – vogliamo che il nostro messaggio risuoni forte. Non sarà solo un concerto, sarà una presa di posizione. E siamo certi che il pubblico risponderà con la stessa intensità».
Una serata per ascoltare, partecipare, riflettere. Perché la pace, oggi più che mai, ha bisogno di essere amplificata.

























