M5S Cosenza

“Mentre le dichiarazioni ufficiali parlavano di una Calabria in rinascita, simbolo di riscatto e modello di gestione virtuosa, la verità – quella che si vive nelle corsie degli ospedali, nei progetti incompiuti e nei boschi in fiamme – è un’altra. È la realtà di una terra lasciata indietro, mal governata e tradita da chi avrebbe dovuto guidarla fuori dall’emergenza e dall’isolamento”.

E’ quanto si legge in una nota del Gruppo territoriale M5S di Cosenza.

PNRR: l’occasione persa. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – prosegue il gruppo – era l’occasione storica per colmare i ritardi, rilanciare l’economia e dare speranza. Ma oggi i dati parlano chiaro: appena un terzo dei progetti è stato concluso. La Banca d’Italia conferma una crescita del PIL regionale ferma allo 0,8%. E la Corte dei conti denuncia la paralisi: fondi inutilizzati, progetti che restano sulla carta, amministrazioni incapaci di trasformare risorse in sviluppo. Non si tratta di mere difficoltà tecniche: è l’evidenza di un fallimento politico e gestionale. È l’immagine di una Regione intrappolata nella propaganda, mentre il presente scivola via e il futuro si allontana“.

Sanità: la vergogna dei “viaggi della speranza” In Calabria – scrive il M5S Cosenza – curarsi è diventato un privilegio. Quasi il 26% dei cittadini è costretto a emigrare per ricevere cure adeguate, con un costo di mobilità passiva che sfiora i 300 milioni di euro all’anno. Ospedali inadeguati, personale carente, liste d’attesa interminabili e solo il 18% dei posti letto intensivi attivati, a fronte del 52% della media nazionale. Questi numeri non sono statistiche fredde: sono la misura della sofferenza di migliaia di famiglie, del diritto alla salute calpestato, della rassegnazione che si fa rabbia“.

Ambiente in fiamme, istituzioni assenti. Nel 2024 la Calabria ha perso oltre 2.400 ettari di superficie boschiva a causa degli incendi, con Reggio Calabria al primo posto per numero di roghi. Non è fatalità, è assenza di prevenzione. È una gestione del territorio fallimentare che lascia la nostra terra esposta, fragile e vulnerabile. E intanto, anche qui, la Regione tace o minimizza”.

Roberto Occhiuto e il teatrino delle dimissioni. Nel mezzo di questo disastro, arriva anche lo scandalo giudiziario: il presidente Roberto Occhiuto è sotto inchiesta per corruzione. Invece di fare chiarezza, si dimette – non per responsabilità, ma per calcolo. Annuncia la sua ricandidatura, trasforma un’indagine in uno spot elettorale e costringe la Calabria a nuove elezioni nel bel mezzo di una crisi istituzionale e amministrativa. Le sue dimissioni non sono un atto di dignità, ma l’ennesima manovra per conservare potere, mentre la Regione affonda”.

La Calabria che merita rispetto. Fallimento nella gestione dei fondi,– conclude il comunicato – fallimento nella sanità, fallimento nella tutela ambientale. Ma il fallimento più grave è quello morale: l’aver voltato le spalle ai cittadini, trattandoli come spettatori passivi di un teatrino politico cinico e autoreferenziale. È il momento di dire basta. Di voltare pagina. Di chiedere trasparenza, visione, competenza. Di scegliere amministratori che non fuggano di fronte alle difficoltà, o peggio che ne approfittino per proprio tornaconto, ma che sappiano affrontarle con coraggio e dedizione. La Calabria dimenticata e tradita è piegata, sì, ma non sconfitta: ha bisogno di chi la ama davvero, non di chi la sfrutta. Non possiamo più permetterci il lusso dell’indifferenza. È tempo di scegliere veramente. Reagire e risorgere“.