Dalla storica vittoria della Coppa Italia Dilettanti con la DB Rossoblù fino alla scelta delle dimissioni arrivate a febbraio, passando per il lavoro all’interno del Centro Federale e la collaborazione con il Settore Tecnico FIGC. Gli ultimi anni di Mario Magarò sono stati un concentrato di emozioni e crescita professionale.
Allenatore giovane, classe 1994, ma già con esperienze importanti alle spalle, Magarò oggi guarda al futuro con idee chiare, ambizione e tanta voglia di rimettersi in gioco. «Intanto grazie per l’invito e complimenti per il vostro lavoro – esordisce nell’intervista rilasciata alla nostra redazione –. Vincere non è mai facile e porto con me il primo trofeo conquistato con i grandi, un percorso molto avvincente ed entusiasmante. Disputare una finale non capita tutti i giorni, vincerla è qualcosa di ancora più speciale».
Tra i ricordi più intensi della sua esperienza alla DB Rossoblù resta proprio quella cavalcata culminata con il trionfo in Coppa Italia Dilettanti, un successo condiviso con tutto il gruppo. «Per questo voglio ringraziare la società, tutta la dirigenza, i miei collaboratori e soprattutto i ragazzi, che con impegno e spirito di squadra hanno reso possibile questo traguardo».
Parallelamente all’esperienza in panchina, Magarò ha iniziato anche un percorso all’interno del Centro Federale collaborando con il Settore Tecnico FIGC, un importante momento di crescita personale e professionale. «Già da settembre ho iniziato a lavorare e collaborare con la FIGC all’interno del Centro Federale. È stato un percorso intenso, fatto di crescita, confronto e tanto lavoro sul campo. Un’esperienza che mi ha arricchito sia a livello professionale che umano».
Un ambiente che gli ha permesso di confrontarsi quotidianamente con metodologie, tecnici e giovani calciatori, ampliando ulteriormente la propria visione del calcio. «Colgo l’occasione per ringraziare di cuore tutta la Federazione, lo staff tecnico e ogni singolo atleta che ha incrociato il mio cammino». Lavorare in ambito federale gli ha dato anche la possibilità di osservare da vicino il calcio giovanile italiano e le difficoltà che tanti ragazzi incontrano nel passaggio verso il calcio dei grandi.
«Puntare sui giovani, per me, è sempre stato un punto fermo. Credo però che la loro formazione debba essere curata nei minimi dettagli fin dalle scuole calcio, perché il passaggio al calcio dei grandi spesso comporta difficoltà importanti, sia dal punto di vista tecnico che mentale».
Per Magarò il futuro delle società passa inevitabilmente dalla valorizzazione dei vivai e dalla qualità del lavoro svolto nel settore giovanile. «Ritengo fondamentale investire maggiormente nei settori giovanili, che rappresentano il vero motore delle società. Servono strutture adeguate, allenatori preparati e percorsi di crescita capaci di accompagnare i ragazzi non solo come calciatori, ma anche come persone».
I mesi lontani dalla pressione del campionato gli hanno consentito anche di fermarsi, riflettere e osservare il calcio da una prospettiva diversa. «A volte fermarsi permette di osservare il calcio con maggiore lucidità, e questo mi ha aiutato a crescere sia dal punto di vista tecnico che personale». Tempo utilizzato soprattutto per aggiornarsi e continuare a migliorarsi. «In questi mesi ho cercato di sfruttare il tempo nel modo più costruttivo possibile, studiando e lavorando su tanti aspetti del mio percorso professionale. Credo che aggiornarsi continuamente sia fondamentale in questo lavoro, soprattutto se si vuole fare sempre uno step in più».
Esperienze che hanno inevitabilmente cambiato anche il suo modo di vivere il ruolo di allenatore. «Credo che ogni esperienza contribuisca a farti crescere e a cambiare anche il modo di vivere questo ruolo. Più si accumula esperienza, più si imparano a riconoscere gli errori e a capire dove migliorare, sia nella gestione del gruppo che nelle scelte quotidiane».
Nonostante le esperienze già maturate, Magarò continua a considerarsi un allenatore in continua evoluzione. «Mi considero ancora giovane e con tanto da imparare. Cerco di sfruttare ogni opportunità come occasione di crescita, mettendomi sempre in discussione con l’obiettivo di migliorarmi continuamente». Adesso lo sguardo è rivolto alla nuova stagione e al prossimo progetto da cui ripartire. «Sono una persona molto ambiziosa e credo sia giusto porsi obiettivi importanti. Per la prossima stagione valuterò con attenzione un progetto che abbia programmazione seria, organizzazione e una visione chiara del futuro, elementi fondamentali per lavorare bene».
Le idee sono chiare anche sulla scelta della prossima esperienza. «Cerco una realtà che possa rispecchiare le mie idee di calcio e i miei valori, con l’obiettivo di continuare a crescere sia dal punto di vista personale che professionale».
Umberto Colacino – Erika Liparoti
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