Felice Briguglio, in arte Marsili è un musicista polistrumentista catanese che ha militato in formazioni rock della provincia di Catania. Dopo i riconoscimenti raggiunti nei primi anni duemila sviluppa una sua personale visione della canzone italiana, dando sempre più peso alla scrittura dei testi.
Esaurito il percorso con la band, segue un periodo di sperimentazione e l’inizio dell’attività solista. Abbandona la chitarra per la programmazione e la musica elettronica, dando vita al progetto Mondo Terminal, dal 2008 al 2013. Questa parentesi non farà altro che portarlo nuovamente a ricercare le dinamiche profonde della composizione. Tornando così all’essenziale della chitarra e della scrittura di testi, sempre più nel ruolo di diario, specchio di un’evoluzione personale, la carriera del cantautore prende una nuova strada.
É l’inizio della stagione che lo porterà, sotto il nome MARSILI (vulcano sommerso attivo più grande d’Europa), a costituire un repertorio sempre più corposo. Il risultato è il suo disco d’esordio “Aut de gamme” del 2019, con Cesare Basile alla produzione artistica. Il disco riceve entusiastiche recensioni e sancisce di fatto la chiusura con il passato.
POESIA E MUSICA NELL’APPROCCIO ROCK DI MARSILI
Ossario è il “fatidico” secondo album, in cui convergono, senza veli, tutti i temi della poetica nostalgica, ironica, profondamente rock nell’approccio, di Marsili. Brani senza artifici, accordi aperti e apparente spensieratezza, sempre in bilico tra realtà e illusioni.
Canzoni che nascono da un disegno, da una visione in dormiveglia che riconduce alle radici della memoria, alle luci dei paesi etnei di sera, al verde delle campagne siciliane. Marsili osserva la gente vivere un’esistenza apparentemente spensierata e consacrata al superfluo, all’idolatria dell’estetica. Il distributore di benzina come cattedrale, la luce del faro come un tabernacolo rotante che indica la via alle persone e ai pensieri.
Solo, armato di cartucce di poesia, con la consapevolezza che il tempo è inafferrabile, che si possono fare voli con l’immaginazione. Ma la resa dei conti è dietro l’angolo: non resta che “sperare di allontanarmi quel tanto che basta a dimenticare chi sono…”.
Un album che richiama l’epopea della grande canzone d’autore degli anni ’60, ammiccando all’alternative e al pop più “sghembo”. Marsili valorizza, senza nasconderli, i numerosi riferimenti musicali, rielaborati e fatti propri. A chi ascolterà, il piacevole compito di perdersi nel mondo labirintico di uno degli Autori più interessanti e originali della scena nazionale.

























