A Civita nel regno dei rapaci un pomeriggio sospeso tra cielo e istinto

Ci sono esperienze che non si raccontano facilmente, perché non si limitano a essere vissute: si sentono. È quello che accade varcando la soglia dei Falconieri dei Sette Venti, a Civita, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino.

Qui non ci sono spettacoli, non ci sono applausi programmati. C’è qualcosa di più raro: il rispetto. Per chi condivide con noi esseri umani il suolo terrestre. Guidati dalla passione e dalla competenza di Roberto, abbiamo trascorso una domenica pomeriggio che definire “visita” sarebbe riduttivo. È stato piuttosto un viaggio dentro un mondo antico quanto il tempo, quello dei rapaci, creature che qualcuno definisce – non a torto – dinosauri moderni.

Fin dai primi minuti si comprende che non si tratta di un’attività circense. Lo sottolineano con forza anche gli stessi operatori. Niente addestramenti forzati, niente animali “intontiti”, ma un percorso didattico e interattivo che mette al centro la conoscenza di questi straordinari predatori.

Poi, dopo una lunga ma necessaria introduzione, intrisa non di semplici concetti ma di interazione continua, arrivano loro. Lo sguardo magnetico del gufo reale, capace di bucarti dentro con una sola occhiata. La delicatezza e la leggerezza quasi eterea del barbagianni Nuvola. Arrivando poi a conoscere lui, il falco pellegrino, il più veloce animale del pianeta, simbolo assoluto di precisione, calcolo e potenza.

Ma il momento che resta inciso è l’incontro finale. Abel. L’aquila reale. Non è solo vederla. È sentirla, ammirarla. Bella, maestosa quando spiega le ali. Il battito, la presenza, l’imponenza, la regalità. Un incontro ravvicinato che emoziona, regala adrenalina. In quell’istante si comprende davvero cosa significhi entrare in relazione con un animale che non appartiene all’uomo, ma che sceglie – per un attimo – di tollerarne la presenza.

L’esperienza si sviluppa attraverso momenti di racconto, osservazione e contatto diretto. Pensati per coinvolgere chiunque, dai più piccoli agli adulti, con un approccio educativo che mira a far conoscere il ruolo ecologico dei rapaci e la loro importanza per l’equilibrio dell’ambiente.

Tutto questo accade a Civita, uno dei borghi più affascinanti d’Italia, incastonato tra gole spettacolari e paesaggi che sembrano usciti da un racconto. Quella dei Falconieri dei Sette Venti non è semplicemente un’esperienza da consigliare. Va vissuta in prima persona. È un incontro che cambia lo sguardo. Dopo, il cielo non è più lo stesso. E nemmeno noi.

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