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Lamezia Terme: primario aggredito a manganellate

Aggredito a colpi di manganellate un primario di Lamezia Terme. Il medico aveva espresso la volontà di dimettere una paziente. Scelta ritenuta affrettata da parte di un familiare che si è scagliato sull'operatore sanitario

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Nella serata di lunedì 11 novembre, il primario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Lamezia Terme è stato aggredito dal parente di una degente. Durante il colloquio con i familiari, il medico ha spiegato che il periodo di osservazione clinica era terminato e che la signora sarebbe potuta tornare a casa.

Conclusione evidentemente ritenuta affrettata da parte di un giovane familiare della degente, che ha iniziato ad inveire contro il primario, opponendosi alle dimissioni. Successivamente, il medico è stato raggiunto alla schiena con un manganello tenuto nascosto dal giovane sotto il giubbotto. I colpi hanno scaturito una serie di contusioni alle spalle dell’operatore, quest’ultimo salvato dall’intervento degli uomini della sorveglianza aziendale e della polizia del pronto soccorso.

La reazione dell’Azienda Sanitaria

Immediata la risposta da parte dell’ASP, che garantirà assistenza legale al medico, con l’intento di costituirsi parte civile contro il giovane violento. La nota diffusa dall’ASP di Catanzaro:

“L’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro esprime profonda solidarietà al dottor R. P.. Condannare un’aggressione premeditata è tristemente scontato, ci aspettiamo una risposta forte da parte delle Autorità competenti, perché questi fenomeni danneggiano, oltre al personale sanitario, anche tutta l’utenza. In questo caso non sono neanche invocabili possibili giustificazioni come la tensione emotiva. Non è tollerabile che si entri in un ospedale con un manganello per imporre con la forza e la violenza un abuso. L’Azienda farà, come sempre, la sua parte”.

La reazione del Presidente Occhiuto

Recapitata anche la reazione del Presidente della Giunta Regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, per il medico aggredito. Nella mattinata di oggi – infatti – Occhiuto ha espresso preoccupazione immediatarichiamando l’attenzione alla necessità di instaurare misure protettive per il personale sanitario durante l’esercizio delle proprie funzioni.

“La violenza contro chi si dedica alla cura dei malati non è solo un attacco ad un singolo individuo, ma colpisce l’intero sistema sanitario e le comunità che esso serve. E’ giunto il momento di adottare contromisure, affinché episodi simili non si ripetano”, afferma Occhiuto.

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