Altro che festa, sport e beneficenza. La “Partita del cuore” disputata allo stadio “San Vito – Gigi Marulla” di Cosenza tra le rappresentative degli istituti “Valentini” e “Fermi”, organizzata con finalità solidali a sostegno dell’Unicef, è invece finita al centro delle polemiche per un episodio avvenuto sugli spalti.
Nel corso della partita è stato esposto uno striscione con la scritta “Guarascio vattene”, accompagnato da cori di contestazione nei confronti del patron del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio e dell’amministratrice unica Rita Scalise. Secondo quanto riferito dagli studenti presenti, un addetto alla sicurezza avrebbe tentato di rimuovere lo striscione, causando la caduta di un ragazzo di 17 anni, che ha sbattuto la testa sui seggiolini.
Al giovane, che è stato immediatamente soccorso dai sanitari presenti allo stadio e successivamente trasportato al Pronto soccorso dell’Annunziata per accertamenti, è stato applicato un collare. Ha riportato un trauma alla spalla e una prognosi di dieci giorni.
L’episodio ha inevitabilmente acceso il dibattito sul confine tra sicurezza e libertà di espressione, soprattutto in un contesto nato con l’obiettivo di promuovere solidarietà e partecipazione tra i giovani.
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