Si è tenuta presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, a Cosenza, la presentazione del libro “Le rimesse nel cappotto – storie di romeni d’Italia”, della Dottoressa Andreea Paula Danilescu. La discussione, moderata da Antonietta Cozza, Consigliera delegata alla Cultura del Comune di Cosenza, si è svolta nell’ambito della rassegna “Librincomune”.
Presenti il Sindaco Franz Caruso, la Console della Romania a Bari, Ioana Gheorghiaş, e i Docenti dell’Università della Calabria Vittorio Cappelli e Olimpia Affuso, davanti a una nutrita rappresentanza di cittadini, non solo di origine romena. L’autrice, laureatasi in Sociologia ed in Scienze Politiche presso l’Unical, con la quale attualmente collabora, nasce in Romania, a Cluj, ma vive a Cosenza sin dalla tenera età.
Il suo testo si sviluppa come risposta a un quesito: in Italia si conoscono i Romeni? Viene trattato il fenomeno della migrazione romena nel nostro Paese negli ultimi trent’anni, analizzando l’aspetto delle rimesse e i relativi dati. Le rimesse sono paragonate al “cappotto” di gogoliana memoria: quando le scorie di decenni di regime romeno resero figurativamente liso l’indumento, ossia fecero venir meno la capacità di soddisfare i bisogni della popolazione, iniziò il fenomeno migratorio in paesi più ricchi. Il “nuovo cappotto”, conquistato col lavoro all’estero, viene tuttora mostrato con orgoglio dai migranti romeni, attraverso l’invio di rimesse consistenti, acquisti di proprietà in patria, rientri per le vacanze.
MIGRAZIONE ROMENA MODELLO VINCENTE
Scopo del libro non è però solo quello di analizzare il lato economico, in virtù del quale la migrazione romena è riconosciuta come un modello vincente. Tra i rigorosi metodi di ricerca, la Danilescu utilizza anche quello dell’intervista. È così che dai racconti dei migranti emerge, in maniera chiara, il peso emotivo, determinato dall’assenza di affettività dovuta alla lontananza dalle famiglie. Questo fardello fa da contraltare al successo economico. Scaturisce dunque in maniera lampante l’intreccio di storie di vita che si cela dietro al mero dato numerico delle rimesse.
Il Sindaco ha introdotto la presentazione, sottolineando che alla migrazione sono legati potenziali disuguaglianze e responsabilità collettive, che devono portare ad una riflessione politica nell’accezione più nobile del termine, ossia volta a prendersi cura della polis.
Prestigiosa la presenza della Console, che nel suo intervento ha illustrato come l’integrazione romena in Italia sia avvenuta soprattutto a seguito di enormi sacrifici dei migranti, e che anche in Romania si riscontra l’esistenza di una comunità italiana ben inseritasi. La Console auspica, per una comunità romena ancora più solida, una presenza maggiore sui temi dell’attualità della vita cittadina. A Cosenza vive il 40% della comunità romena in Calabria.
Giulio Sessa
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