Little Pieces of Marmelade

Domani 7 ottobre esce “Ologenesi“(Vertigo/Believe), il nuovo album dei Little Pieces of Marmelade prodotto da Manuel Agnelli, disponibile in CD, vinile e in digitale. E’ il secondo album in studio della band italiana più ‘noise’ degli ultimi 20 anni! Inizia a prendere forma nell’inverno 2021: DD (voce e batteria) e Frankie (chitarre) dopo ore e ore passate nel loro studio di Filottrano (AN) impegnati in infinite session, iniziano la scrittura del disco ponendosi un obiettivo fondamentale: sperimentare per trovare un suono che li portasse esattamente lì dove volevano andare.

Quello che cercano è lontano dall’essere il suono HI-FI delle produzioni professionali e patinate e puntano su un suono sporco, istintivo e personale. “Abbiamo iniziato registrando groove di batteria e riff di chitarra. Li abbiamo composti e poi scomposti per poi ricomporli, cuciti per poi scucirli e venire a un dunque incollandoci sopra la linea vocale. Ci siamo divertiti un sacco a testare e collaudare nuove soluzioni creando i brani, incidendo fin da subito le nostre idee” affermano i LPOM. La loro è un’estetica anti-estetica, anti-‘pettinata’, anti-‘vestito-bene’. Una genesi ‘casalinga’ che viaggia quindi su due binari: quello di una accurata e scrupolosa ricerca del suono e l’assoluta libertà e istintività dal punto di vista della scrittura. Tant’è che i titoli dei brani mantengono l’ordine cronologico in cui i brani sono stati scritti.

I Little Pieces of Marmelade durante un recente live
I Little Pieces of Marmelade durante un recente live (pagina Facebook)

Un’altra sfida per la band è stata quella di scrivere testi in italiano. Una sfida che, come dicono loro stessi, all’inizio li ha messi molto in difficoltà. Superato un primo periodo di smarrimento DD è però riuscito a sposare lingua e linguaggio con la musica. Suoni sporchi e urla primordiali, suoni asciutti e voce tagliente, registri psichedelici su voci sghembe: tutto amalgamato da un linguaggio schietto, crudo e spesso provocatorio.

Uscire dalla scatola magica della tv e ritrovarsi nel bel mezzo di una pandemia mondiale ci ha segnato. Quando finalmente potevamo correre, siamo rimasti fermi, come tutti. Senza soldi, ovviamente. Tra le due ondate, un tour. E se sei in giro scrivi poco. Quando siamo rientrati a casa volevamo solo scrivere e buttare fuori questo senso di oppressione“. Ed è proprio questo senso di ‘oppressione/repressione’ a fare da fil rouge semantico. “Quel che abbiamo ottenuto con questo album è la nostra risposta a un tempo storico stagnante. È fresco perché vuole essere un disco innanzitutto liberatorio“.

A dicembre 2021 il disco è praticamente pronto e i due spediscono il materiale a Manuel Agnelli proprio il giorno di Capodanno. La risposta non tarda ad arrivare. Il primo gennaio Agnelli scrive alla band, entusiasta. “Ci siamo trovati con Manuel e Guido Andreani a febbraio all’Isola Studio di Milano e siamo partiti proprio dai provini che avevamo registrato a Filottrano. Manuel è stato fondamentale, ha riordinato il nostro caos e ci ha incoraggiati a proseguire sulla nostra strada. Abbiamo registrato di nuovo le voci e qualche altro brano rifacendoci ai suoni dei nostri file. Guido ha tradotto subito quello che sia noi che Manuel avevamo in mente“.

Praticamente come se i Beastie Boys fossero tornati per entrare in una sorta di Distortland psichedelica in cui un caotico delirio noise si sposa con mood più delicati e groove assolutamente contemporanei.

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