A 'Random' il tour di Wlady Nigro alla scoperta del cibo e delle tradizioni calabresi

Nuovo appuntamento con Random, lo spazio settimanale di approfondimento de Il Dot. Ospite di Valentina Mitidieri uno dei creator digitali più importanti della nostra regione, Wlady Nigro, fondatore della pagina social Calabria Food Tour, già conosciuta come Calabria Food P*rn.

Un progetto nato nel 2017 e diventato presto virale, tanto da aver aperto la strada ad altri profili social simili. Come racconta Wlady, un esperimento di marketing un po’ provocatorio, che ha suscitato fin dall’inizio tanto interesse ma anche un po’ di indignazione. Ma perché il cambio di nome a un marchio ormai molto riconoscibile? “Raggiunto un certo livello e target era giusto cambiare ed evolversi perché effettivamente il Calabria Food Tour è un viaggio in Calabria” osserva Wlady, che si sofferma anche sul cambiamento di un mondo in continua evoluzione qual è quello social, che rende problematico per questioni di algoritmo – e per questo penalizzato – un termine come p*rn.

Ma come è nato questo progetto che ha stravolto la vita di Wlady? Lavorando nel ristorazione e nel settore turistico, fuori regione, gli capitava che alla classica domanda ‘Da dove vieni?’ con risposta ‘Cosenza’ molti di loro chiedessero dove si trovasse esattamente, con una conoscenza della Calabria limitata a Tropea, Bronzi di Riace e poco altro. Da qui l’idea di creare un progetto che parlasse di Calabria ma con un linguaggio semplice, diretto e non istituzionale. Un progetto che tenesse compagnia al pubblico, partendo dal presupposto che gli stessi calabresi poco conoscono la propria regione.

Un marchio di fabbrica inconfondibile quello di Wlady e Calabria Food Tour, che porta in video la sua persona nella massima autenticità, e che funziona perché racconta le tradizioni e il territorio calabrese attraverso il cibo, il focus principale del progetto.

UNA REGIONE DALLE POTENZIALITA’ NON SFRUTTATE

Tra i luoghi conosciuti grazie al suo tour e che più l’hanno stupito, Wlady cita Galatro, in provincia di Reggio Calabria. “Mi chiamarono per un evento. Vado in auto e metto il navigatore, perché non sapevo dove fosse. Arrivo e mi trovo questo paese diviso da dei ponti piccolini al centro, questa cascata che poi in realtà erano delle Terme naturali. Fermo l’auto su un ponte che mi fa vedere il paese che scende verso il basso. La cascata, l’acqua che passa sotto: è meraviglioso, uno di quei borghi che potrebbe dare tanto, avendo delle terme naturali. Però manca qualcosa” osserva Wlady. Un discorso ricorrente alle nostre latitudini: tante potenzialità, non pienamente sfruttate. Peccato.

Classica domanda da un milione di dollari, quindi dalla difficile risposta: quale piatto calabrese consiglierebbe Nigro a un turista, tra le sconfinate possibilità che la nostra regione offre? Wlady punta sulla lagana e ceci, o su una pasta china. Se si parla, invece, di un piatto sottovalutato, indica “una materia prima che non tutti conoscono perché la confondono con il baccalà che è lo stocco, quindi sempre in provincia di Reggio. Una materia prima che viene lavorata in tantissimi modi: fritto, stufato, in insalata, nei primi e secondi piatti. Se ne parla poco e secondo me è un peccato.”

Un viaggio social che dura da quasi 10 anni, vivendo in pieno l’enorme cambiamento del mondo digitale anche nel modo di trattare il tema cibo, con il cosiddetto food porn che ha per fortuna lasciato un po’ spazio ad altri messaggi comunicativi, meno trash. Un viaggio, però, non solo virtuale e non solo limitato alla Calabria, che ha visto Wlady andare più volte anche oltre Oceano, negli States, dove il cibo e la calabresità sono dei valori molto radicati nella comunità calabrese in America.

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