Il disco della settimana è Femina di Ginevra

Una nuova rubrica è inserita in “Deviazioni Sonore”, format prodotto da Il Dot e giunto alla terza puntata, in onda su Esperia Tv al canale 15 DT ogni mercoledì alle 22:30 (in replica ogni domenica alle 22:30). Nella terza puntata Andrea Orlando, Antonio Bastanza e Pierpaolo Mazzulla hanno consigliato il loro disco della settimana.

Il disco scelto è “Femina” di Ginevra Lubrano, nome d’arte Ginevra. Album politico e intimo, ruvido e necessario, che scava nella femminilità contemporanea senza chiedere permesso. Femina dà spazio a voci che per secoli sono state ridotte a una lettera a margine. Qui invece gridano, sbagliano, resistono. E vivono.

Otto tracce attraversate da chitarre sporche e momenti acustici, da una vocalità che sa essere fragile e feroce, notturna e terrena. Dal corpo come campo di battaglia alla sorellanza, dalla sensualità all’eredità emotiva che passa di madre in figlia. Ginevra canta l’essere donna oggi senza filtri, senza fronzoli, senza compromessi.

Essere femmina, oggi: il grido intimo di Ginevra

Femina è una parola antica. Nei documenti medievali indicava una presenza senza nome, una vita ridotta a margine. Oggi, quella stessa parola diventa titolo e dichiarazione d’intenti del nuovo album di Ginevra Lubrano: un disco che nasce per nominare, ricordare, restituire. Dopo l’esordio più elettronico di Diamanti, Ginevra torna con un lavoro più fisico, viscerale e coraggioso. Femina è politico perché è personale. È intimo perché è collettivo.

Ispirato alle storie di donne cancellate dalla narrazione ufficiale della storia, ai diari di Sylvia Plath, a testi che attraversano il tempo e il mito, il disco si muove come un’indagine emotiva sulla femminilità contemporanea.

Fin dall’apertura, my baby! introduce una femminilità notturna e crepuscolare, che si riappropria del desiderio e del corpo come spazio di libertà. È una figura che resiste, che impara a nuotare anche controcorrente, fino a trasformarsi nella “ragazza di fiume”: creatura ancestrale, radicata ai luoghi dell’origine, che attraversa il fango e l’acqua come un rituale iniziatico, pronta a distruggere l’ego per ritrovarsi.

Al centro del disco, la title track Femina diventa il cuore pulsante del progetto. Qui la voce individuale si fa corale. Ginevra canta per sé e per tutte: per le donne zittite, cancellate, uccise. Il verso “mi spari perché sono femmina” arriva secco, senza mediazioni, come una verità che non concede scampo. È denuncia, è lutto, ma è anche un inno e alla trasmissione di un’eredità che passa di corpo in corpo, di madre in figlia.

Il tempo che passa, la difficoltà di accettarsi, il disorientamento dell’età adulta attraversano 30 anni, un dialogo struggente con la nonna, figura cardine del disco. Qui la fragilità non viene nascosta: l’essere donna adulta che “dentro resta sempre una bambina”, il peso degli errori, la confusione che annebbia la memoria. In verità, l’incontro con Colombre apre invece uno spazio di ascolto reciproco, dove l’amore diventa esercizio quotidiano di sincerità e apprendimento.

CUPIDO traduce cinematograficamente la sensazione di restare fermi mentre il mondo continua a scorrere: un semaforo rosso, una macchina che non riparte, il tempo che ti guarda passare. È la fotografia emotiva di una generazione sospesa, spettinata, imperfetta.

Anche l’immagine visiva di Femina racconta questa storia: la copertina in bianco e nero ritrae Ginevra insieme all’amica e attrice Erica Vitulano, immerse nella natura, libere, complici. Non c’è posa, non c’è artificio. Femina è dedicato alle donne della sua vita, ma parla a molte di più. Alle ragazze di fiume e alle trentenni spaesate, alle madri, alle nonne, alle amiche, alle colleghe che lottano per affermare la propria voce in un panorama ancora troppo maschile.

Le otto tracce di Femina costruiscono un percorso sonoro in continuo mutamento. Basso e batteria pulsano come un cuore irregolare, le chitarre si alternano tra distorsioni ruvide e momenti più spogli, mentre la voce di Ginevra cambia pelle di brano in brano: a volte sospesa e trasognata, a volte ruvida, quasi ferita, sempre necessaria. Ogni parola ha peso, ogni silenzio ha senso.

Brani consigliati: MY baby!, Ragazza di Fiume, Femina.

Tracklist

  1. My baby!
  2. Ragazza di fiume
  3. Cupido
  4. Femina
  5. Cosa voglio cosa vuoi
  6. 30 anni
  7. Verità (feat. Colombre)
  8. La fonte

La produzione del disco è stata curata principalmente dallo “zoccolo duro” del team di Ginevra: Francesco e Marco Fugazza insieme a Domenico Finizio, con Ginevra attiva nella direzione artistica e nel vocal editing per diversi brani.

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