Claudio Garella
Claudio Garella

È morto nella notte Claudio Garella, aveva 67 anni. È deceduto per problematiche cardiache in seguito a un intervento chirurgico. Emblema di un calcio romantico che non c’è più, se ne va trascinando con sé un senso di nostalgia per un gioco che negli anni ’80 era qualcosa di diverso da quello che è il calcio di oggi, governato dal Dio denaro delle piattaforme televisive.

L’avvocato Gianni Agnelli lo definì “l’unico portiere che parava senza mani”. Famose, infatti, le sue respinte con i piedi. Uno stile personale di parata quello di Garellik (supereroe della porta, neologismo inventato dal genio di Giampiero Galeazzi). Parava con i piedi, certo, ma anche in sforbiciata, con la testa, perfino con il sedere (in Verona-Udinese), «un’assenza di stile che era essa stessa il suo stile».

LE IMPRESE SPORTIVE DI GARELLA

Vinse nel 1985 l’unico tricolore della storia dell’Hellas Verona con Osvaldo Bagnoli alla guida tecnica, concedendo il bis due stagioni più tardi col Napoli di Maradona. Primo scudetto anche per i partenopei. Rimane celebre la sua prestazione all’Olimpico in Roma-Verona del 21 ottobre 1984, quando mantiene la porta inviolata con una serie di parate straordinarie.

E’ ANCHE IL PORTIERE DI COSENZA-UDINESE

Una curiosità lo lega alla storia del Cosenza Calcio. Claudio Garella era il portiere dell’Udinese nella sfida disputata al San Vito il 4 giugno 1989 e terminata a reti bianche. Tristemente celebre per i tifosi rossoblù per essere la gara del palo clamoroso colpito da Claudio Lombardo . Al quale si aggiunsero poi gli interventi decisivi e prodigiosi di Garellik, che negheranno al Cosenza la possibilità di eludere la classifica avulsa che condannò la compagine di Bruno Giorgi, sette giorni più tardi, nonostante il blitz a Taranto, a non poter accedere alla massima serie.

Ciao Garellik!

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