Aladino Valoti ai tempi in cui era DS del Cosenza (foto Farina)
Aladino Valoti ai tempi in cui era DS del Cosenza (foto Farina)

L’ex Direttore Sportivo del Cosenza Calcio Aladino Valoti è intervenuto ai nostri microfoni. Numerosi gli argomenti trattati nell’intervista rilasciata al redattore Luigi Perrotta. Dal passato da calciatore con la maglia di Palermo e Cosenza alle recenti esperienze dietro la scrivania.

Le parole di Aladino Valoti

Che ricordo ti porti dietro dall’esperienza da calciatore a Cosenza? “Due anni bellissimi, con Bortolo Mutti alla guida tecnica e la famiglia Pagliuso in società. Il primo anno è stato di assestamento, il secondo abbiamo davvero rischiato di andare in A. Si era creato un gruppo meraviglioso, dispiace solo non aver centrato l’obiettivo“.

Bortolo Mutti la porterà l’anno dopo con sé a Palermo…Era l’anno in cui il Palermo era gestito dalla famiglia Sensi. Da neopromossa abbiamo raggiunto una salvezza tranquilla e ci siamo anche tolti belle soddisfazioni. Hanno esordito giocatori che poi hanno fatto un’ottima carriera. E’ stata un’esperienza positiva“.

Passato da direttore sportivo al Cosenza, credi che quella squadra avrebbe anche potuto arrivare a giocarsi le finali a Firenze con un po’ di fortuna in più? “Se non ci avessero annullato la rete di Letizia al ritorno di Pordenone – Cosenza non so come sarebbe finita. Si era creato un ottimo feeling tra squadra, staff tecnico e tifoseria. Secondo me noi non eravamo inferiori al Pordenone, abbiamo preso un gol all’ultimo minuto e al ritorno con lo stadio stracolmo purtroppo non siamo riusciti a ribaltarla“.

In quel Cosenza – Pordenone i rossoblù hanno dovuto fare a meno anche di Baclet…E’ un giocatore importante, che fece un girone di ritorno straordinario con voglia e attaccamento alla maglia“.

Sei stato il diesse che ha portato a Cosenza D’Orazio, ci racconti com’è andata la trattativa? “Era un ragazzo che conoscevo già dai tempi delle giovanili del Pescara. A noi serviva un calciatore che potesse giocare a sinistra. All’epoca non aveva espresso le proprie potenzialità. Era un giocatore di buona struttura e gamba. Gli mancava solo di limare qualche aspetto caratteriale, negli anni c’è riuscito. Forse poteva fare anche qualcosina in più, ma alla fine ha fatto un’ottima carriera. Sono contento per lui perché è un ragazzo che merita“.

Differenze e analogie tra le piazze di Cosenza e Palermo: “Sono due piazze che calcisticamente danno tanto. Vivono per la propria squadra in maniera maniacale. Cosenza magari è più piccolina ma il calore che si respira è pressoché uguale. Sono molto legato ad entrambe le piazze. Porto con me dei dei ricordi straordinari“.

C’è stata la possibilità di tornare a ricoprire il ruolo di DS del Cosenza? “Si c’è stata un’occasione in cui sarei potuto tornare. Nel 2021 c’è stato un contatto, ma io avevo già dato la parola all’Albinoleffe prima del termine del campionato. Quando mi chiamò il presidente, con dispiacere perché mi sarebbe piaciuto, ho declinato l’offerta“.

Come vedi Palermo – Cosenza? “Seguo il Cosenza così come il calcio in generale. Penso che sarà una partita abbastanza impegnativa. Oggi il Palermo è stato costruito con una programmazione e solidità importante. Stanno facendo le cose per bene. I rosanero li metto come candidati alla lotta promozione. Il Cosenza quest’anno è una squadra curiosa che può giocarsela con tutti. Potrebbe essere una mina vagante del torneo“.

Ti senti di fare un pronostico? “Il Palermo ha il vantaggio di giocare in casa, ma non sottovaluterei l’imprevedibilità del Cosenza“.