Massimiliano Alvini ha parlato in conferenza stampa al termine di Cosenza-Cesena. Il match, valevole per la trentottesima giornata di Serie B, è stato l’ultimo dei lupi disputato al “San Vito-Marulla” in una stagione amarissima culminata con la retrocessione in Serie C.
“Fin quando la matematica non ci ha condannati – esordisce il tecnico – ci abbiamo sempre creduto. Lo dico davvero, non ho mai parlato così tanto per farlo. A Bolzano dopo il gol del nostro vantaggio, complice l’espulsione e alcune disattenzioni, si sono evidenziati i limiti che purtroppo abbiamo sempre mostrato in questa stagione“.
Per quanto riguarda il triste epilogo Alvini non si tira indietro e ammette: “Siamo tutti colpevoli allo stesso modo, da parte nostra deve esserci un’assunzione di responsabilità. Una cosa però voglio precisarla: non è mai mancato l’impegno e la voglia di lavorare per il Cosenza. Accetto le critiche, è giusto che ci siano“. Sul futuro non si sbilancia ma precisa che “allenare il Cosenza è un privilegio. Sono stato felice di venire qui, sono stato bene. Ho dato tutto quello che potevo dare, non mi pento di niente“.
Torna poi sul match di stasera: “Mi girano perché ci tenevo a non perdere. Abbiamo giocato in un clima surreale. Il calcio deve essere uno spettacolo, la passione dei tifosi non deve mai venire meno. Dispiace tantissimo esserci congedati con uno stadio vuoto. Gli ultimi, devo ammetterlo, sono stati mesi molto difficili, abbiamo cercato di tenere la barra dritta. I quattro punti di penalizzazione a lungo andare hanno influito sulla testa di calciatori, molti dei quali giovani alla prima esperienza in B. In questo momento non è importante tornare indietro e ripensare a ciò che è stato e ciò che non è stato“.
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