Celico International Arts Festival ieri la serata inaugurale con David Cronenberg e Ornella Muti (foto Torchia)
Celico International Arts Festival ieri la serata inaugurale con David Cronenberg e Ornella Muti (foto Torchia)

Per me il cinema italiano ha rappresentato una grande forma artistica che mi ha influenzato. È molto bello essere qui oggi a celebrare la carriera di un’attrice come Ornella Muti, di cui ho visto diversi film“. Il regista canadese David Cronenberg torna in Calabria, a Celico, per la seconda edizione del Festival Internazionale delle Arti e lo fa quest’anno in veste di Presidente onorario della kermesse. Ieri la cerimonia inaugurale: il grande cinema d’autore internazionale e l’icona che ha fatto la storia della cinematografia italiana si sono incontrati sul palco del Teatro delle Arti di Celico.

A dare ufficialmente il via alla kermesse è stato il celebre regista canadese David Cronenberg, che ha suggellato il momento più atteso ed emozionante della serata consegnando il Premio alla Carriera a Ornella Muti, come “icona e leggenda del cinema italiano”: un omaggio speciale che il regista ha voluto tributare leggendo la motivazione rigorosamente in italiano.

L’attrice Ornella Muti ha ripercorso gli esordi della sua carriera, si è concessa a un lungo e intimo racconto sul palco: «Il primo film non è stato facile, c’era molto dramma e io non avevo in mente di fare l’attrice, fu uno shock». Poi il successo, nel 1974, con “Romanzo popolare” di Mario Monicelli: «Mario aveva cercato tanto questa Vincenzina, il personaggio del film, ha fatto tantissimi provini fino a quando non ha trovato me. Lui era molto diretto, presente, un uomo eccezionale: credo di non aver mai conosciuto un uomo così coerente, sul set arrivava sempre preparato, convinto di quello che doveva fare. Quando ho scoperto di essere incinta non volle sostituirmi e mi disse: “non preoccuparti, ti sbrigo in fretta”».

Non sono mancati i ricordi affettuosi legati a Ugo Tognazzi – «per me è stato speciale, un grande uomo un uomo, generoso e sensibile, tantissime volte si è accorto di alcuni miei disagi» – fino alle collaborazioni con Francesco Nuti: «all’inizio lo vedevo da lontano e pensavo fosse un matto, invece era timido e sensibile. Sul set di “Tutta colpa del Paradiso” eravamo una piccola famiglia». E sul cambiamento del cinema italiano: “Oggi è tutto più piatto perché i film devono andare in televisione. Le piattaforme sono fortissime, violente, ed è cambiato proprio l’approccio: prima il produttore rischiava se il film gli piaceva, oggi il rischio è meno adottato. Inoltre, la gente si compra i mega schermi e non si prende più la briga di andare in sala, anche se il cinema ha un fascino unico: entri e quel tempo lo dedichi interamente al film. Sono cambiati anche i tempi: oggi i film si fanno in tre o quattro settimane, non ci si può più prendere il tempo di allora. Bisogna adattarsi“.

«Non ho fatto molti film hollywoodiani, non ero così a mio agio, è un sistema molto diverso, un’industria molto ferrea», ammette Ornella Muti. Una riflessione condivisa anche da Cronenberg che differenzia i due mondi: «Quello italiano è un cinema molto diverso da quello hollywoodiano: più coinvolto e impegnato a livello sociale, ma anche più sexy, erotico, sensuale e intenso. A Toronto i film provenivano per la maggior parte da Hollywood, e poi ho scoperto il cinema italiano».

David Cronenberg resterà a Celico fino al 31 maggio, per tutta la durata del Festival: «È splendido essere di nuovo qui in Calabria, vedere come si è sviluppato questo festival, che cresce sempre di più e abbraccia varie culture ed arti». Al suo fianco i due direttori artistici Antonio Nicaso, saggista e storico delle organizzazioni criminali, e Donato Santeramo, professore della Queen’s University di Kingston in Canada: «Lo slogan di quest’anno “Alchimie Creative” sottolinea proprio il fatto che il festival coinvolge varie culture che poi si mescolano per creare qualcosa di nuovo: non rimangono indipendenti ma insieme creano una nuova realtà. Cercheremo – affermano – di proporre una nuova narrazione, attraverso queste Alchimie che ci riportano indietro nel tempo, alle visioni di Gioacchino da Fiore ma soprattutto al dialogo interculturale».

Il sindaco di Celico, Matteo Lettieri, sul palco del Teatro delle Arti ha espresso profondo orgoglio per la crescita della manifestazione e per aver portato nuovamente Cronenberg qui in veste, tra l’altro di Presidente onorario: «È un festival che sta crescendo sempre di più: nove giorni e 18 eventi in stretta collaborazione con il Comune di Cosenza e l’Università della Calabria. Siamo riusciti a portare nomi importantissimi andando oltre i confini di Celico, perché è fondamentale che gli eventi culturali siano condivisi. Tutto il cartellone è totalmente gratuito, perché la cultura deve essere fruita da tutti». Sul palco ieri, per la serata inaugurale anche il sindaco di Cosenza Franz Caruso e, per l’Università della Calabria, il presidente del Cams.