Quando i Campionati del Mondo su strada chiamano, Lorenzo Finn risponde: dopo la vittoria a Zurigo tra gli juniores nel 2024, il giovane azzurro fa sua la maglia iridata anche tra gli U23 sull’impegnativo percorso di Kigali, in Rwanda. Ai lati del podio, lo affiancano lo svizzero Huber e l’austriaco Schrettl.
ANTEPRIMA
Questa corsa rappresenta una vetrina per le stelle del futuro, già da ora inserite nelle squadre WorldTour o nelle loro formazioni di sviluppo. È il caso degli azzurri: nel 2026, dopo aver fatto parte delle rispettive squadre satellite, Alessandro Borgo correrà con la Bahrain -Victorious, Simone Gualdi con la Intermarché – Wanty, Pietro Mattio con la Visma – Lease a Bike, mentre Finn, più giovane dei compagni, continuerà col “development team” della Red Bull – Bora – hansgrohe. Altri nomi da segnalare al via sono il belga Widar, vincitore del Giro d’Italia Next Gen nel 2024, secondo al Tour de l’Avenir 2025 (una sorta di Tour de France per gli U23) e grande favorito odierno, lo sloveno Omrzel, che ha fatto suo il Giro baby nel 2025, lo svedese Soderqvist (vincitore lunedì del titolo iridato U23 a cronometro).
LA CORSA
Il Belgio cerca di tenere la corsa sotto controllo per Widar. Tim Rex (anche lui con un biennale con la Visma già in tasca) è instancabile in testa al gruppo. Mattio prova ad allungare una prima volta a 90 km dal traguardo, ma Widar in prima persona gli risponde e il gruppo torna compatto. Si rimette a menare le danze Tim Rex, prima che il cuneese Mattio riprovi uno scatto, stavolta subito stoppato dall’altro belga Schoofs. La selezione avviene da dietro. Tra ritiri e corridori che si staccano, ad una settantina di chilometri dal traguardo in testa rimangono circa 45 corridori.
I quattro azzurri ci sono, e manco a dirlo è sempre Rex a tirare, prima di staccarsi al termine di un lavoro immane. Sono allora gli altri belgi a mettersi in testa. Dopo l’azione dell’austriaco Schrettl, in 12 si avvantaggiano. Al suo secondo tentativo, lo spagnolo Alvarez allunga e gli altri 11 corridori vengono ripresi dal gruppo. Una serie di accelerazioni provoca il distacco definitivo di Gualdi, Borgo e Mattio a 50 chilometri circa dal termine. Alvarez viene raggiunto dal norvegese Dolven, poi da Finn, dal polacco Gajdulewicz, da Huber e da Schrettl. Dietro tira Schoofs per il Belgio ma, quando si stacca, Widar rimane senza compagni e il gruppo in cui si trova accumula 45” dagli uomini al comando. Finn ha un altro passo in salita e prende vantaggio. Il solo Huber è in grado di raggiungerlo. Il gruppo di Widar è tagliato fuori.
I giochi ormai sono definiti. Il duello è ristretto tra Finn e Huber, che in alcuni tratti stenta a rimanergli a ruota. Quando inizia l’ultimo giro, è chiaro che Schrettl, Gajdulewicz e Alvarez potranno solamente giocarsi l’ultima medaglia. Finn inizia a discutere con Huber, chiedendogli maggiore collaborazione. L’azzurro riesce finalmente a staccare lo svizzero lungo la Cote de Kigali a sette chilometri dal traguardo. Per il genovese, l’arrivo in solitaria sugella la conclusione di una corsa condotta magistralmente, con forza e sagacia. Due maglie iridate, a 19 anni ancora da compiere (è nato il 19 dicembre 2006), rappresentano già un notevole bottino per Finn.
L’Italia sembra avere finalmente un campione per il prossimo futuro. Huber arriva a 31” e riesce a mantenere il secondo posto. Schrettl stacca gli altri e agguanta il bronzo con un distacco di 1’31”. Widar naufraga e arriva a oltre 11 minuti. Per l’Italia, è il settimo titolo tra gli U23.
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