Tommaso Caloiero a Random
Tommaso Caloiero a Random

Nuovo appuntamento con Random, lo spazio di approfondimento settimanale de Il Dot, in onda giovedì alle 22:00 sui nostri canali, e in replica sabato alle 20:00 e domenica alle 14:30 su Esperia TV, canale 15 del digitale terrestre. Nei nostri studi, ospite del direttore Daniele Cianflone, il ricercatore del CNR-IRPI Tommaso Caloiero. Con lui si è discusso di clima e, soprattutto, di un argomento attuale nella sua drammaticità, quello dei cambiamenti climatici, che determinano conseguenze anche alle nostre latitudini, come visto con i fenomeni atmosferici estremi di quest’inverno.

‘Non esistono più le mezze stagioni’, si è soliti dire. Ma è davvero così o è solo una nostra percezione? E se è realmente così, da cosa dipende? “Non è solo percezione, negli ultimi anni si è avuta un’intensificazione di questi eventi, che sono diventati più frequenti. Inoltre, la Calabria è una delle regioni italiane con la più alta percentuale di territorio a rischio geo-idrologico. Di conseguenza, le infrastrutture e i centri abitati sono particolarmente soggetti a questi eventi estremi puntualizza Caloiero, puntando quindi l’attenzione non solo sull’evento atmosferico in sé ma anche – se non soprattutto – sulle caratteristiche del territorio e sulle eventuali azioni di prevenzioni messe in atto per ammortizzare le conseguenze.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI SONO INNEGABILI

Come ci chiede ormai da tempo, esiste effettivamente un cambiamento climatico? “La frase ‘non esistono più le mezze stagioni’, nella sua semplicità, esprime la percezione che i non addetti ai lavori hanno del cambiamento climatico, che esiste afferma il ricercatore. “Il clima è sempre variato per cause naturali, tuttavia esistono delle evidenze scientifiche che dimostrano senza alcun dubbio che gli eventi ai quali stiamo assistendo negli ultimi anni non hanno nessun confronto con quelli del passato, in termini di velocità e intensità.” Emblematico è il dato sul 2024, risultato essere l’anno più caldo della storia. Come se non bastasse, il 2023 è il secondo anno più caldo della storia e il 2025 il terzo.

Altra percezione evidente, soprattutto per gli adulti, è quella dell’innalzamento delle temperature nel periodo post Ferragosto rispetto a un tempo. Anche questa sensazione è suffragata da evidenze scientifiche, afferma Caloiero. “Negli ultimi anni ci sono state diverse ondate di calore ma soprattutto un aumento delle temperature minime rispetto a quelle massime.”

L’ospite è categorico nell’individuare la causa di questi cambiamenti climatici. La causa è una: l’essere umano. La causa principale è l‘aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera, che amplificano il cosiddetto ‘effetto serra’. Dalla rivoluzione industriale in poi, con l’utilizzo di combustibili e fossili, si è avuto un aumento di questa concentrazione di gas nell’atmosfera, e questo ha intensificato l’effetto serra, aumentando la quantità di calore che viene trattenuta nell’atmosfera.” Conseguenza inevitabile di tutto ciò, l’aumento delle temperature percepite sulla superficie terrestre.

QUALI SONO LE POLITICHE DI CONTRASTO?

Cosa si può fare in concreto per contrastare questa tendenza? “Per contrastare i cambiamenti climatici si possono attuare due politiche che vanno in parallelo: la mitigazione, per ridurre gli effetti, e l’adattamento, che consiste nel prendere atto di questi cambiamenti e coesistere con loro osserva Caloiero. Politiche di mitigazione sono la riduzione dell’uso di combustibili fossili, a favore delle energie rinnovabili, oltre alla gestione sostenibile del suolo, dell’agricoltura e della foresta. Politiche di adattamento, ci ricorda il ricercatore, sono opere di protezione delle coste, sistemi di allerta di protezione da eventi estremi e nuove pratiche agricole che tengano in conto l’aumento delle temperature e i lunghi periodi di siccità.

Alla luce di queste considerazioni, è evidente che i nostri comportamenti quotidiani hanno un peso. Scelte più consapevoli e sostenibili nei consumi, in ambito energetico, nella tutela del territorio ma anche nei trasporti non risolvono alla radice il problema, ma certamente rappresentano quei comportamenti virtuosi che possono mitigare le conseguenze di eventi potenzialmente catastrofici e, purtroppo, sempre più frequenti e con i quali dovremo per forza di cose imparare a convivere.

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