Guarascio ai microfoni di Sky Sport (foto Francesco Farina)
Guarascio ai microfoni di Sky Sport (foto Francesco Farina)

Correva il 4 maggio 2021. La stagione quella della retrocessione sul campo dalla B, poi annullata dalla riammissione ai danni del ChievoVerona. Nell’intervallo di Empoli-Cosenza, il presidente Eugenio Guarascio rilascia queste dichiarazioni: “Il Cosenza è in linea con la pandemia. I conti li faremo alla fine“.

Parafrasando quella frase così sgangherata, si potrebbe dire che il Cosenza Calcio, mentre il mondo si riappropriava a poco a poco della condivisione degli spazi sociali post pandemici, è rimasto chiuso nel suo atavico lockdown. Una condizione di isolamento dalla realtà che ha portato negli anni a distruggere qualsiasi senso identitario del club, svilito da beghe ed interessi personali sempre così poco chiari. L’intera comunità sportiva di Cosenza e dei suoi tifosi si interroga su quali scenari possano concretizzarsi dopo il semaforo verde arrivato dalla Covisoc che ha sancito l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.

Le trattative di cessione del club ci sono? La stessa società le ha confermate. Sono state definite prima “progredite“, poi “a brevissimo dall’essere concretizzate“, ora è il momento di chiudere in un senso o nell’altro.

PROGRAMMARE LA NUOVA GESTIONE. CHI LO FARA’?

C’è da programmare una nuova stagione. Tutto l’ambiente è pronto a stringersi attorno ad una nuova proprietà che rappresenti la totale discontinuità dall’attuale “indegna gestione“. In caso contrario, fare calcio a Cosenza sarà impossibile per tanti fattori. L’ultima partita in casa e la rabbia dei tifosi devono far riflettere su quale rischio si potrebbe correre continuando a “lottare” da soli contro tutto l’ambiente. Gli sponsor, fetta importante di introiti in Serie C, visto che gli ingressi delle Tv non sono paragonabili a quelli della Serie B, stanno manifestando un certo disinteresse ad associare il loro marchio al tanto decantato brand del Cosenza Calcio.

Allora si esca dal lockdown, che tutta la tifoseria sta vivendo come un incubo. Si ponga fine a questa pandemia di sentimenti repressi e frustrati. Cosenza merita, al di là delle categorie, di tornare ad essere orgogliosa di tifare per la propria squadra. Senza vergogna.

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