Cosenza, buona la prima ché bell'onor s'acquista in far vendetta (Foto Mannarino)
Cosenza, buona la prima ché bell'onor s'acquista in far vendetta (Foto Mannarino)

Il destino, così come il multiverso, è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco. No, non siamo in un film della Marvel, ma il “fantastico” molto spesso ama incontrarsi con la normalità.

E così, come in un sogno di mezza estate, in una notte serena di fine agosto, il fato ha voluto che il Cosenza iniziasse con il botto il suo quarto di secolo in termini di partecipazioni in Serie BKT. Tre goal ai danni dell’Ascoli dell’ex Viali e subito punti importanti in classifica.

L'esultanza di Gennaro Tutino (foto Mannarino)
L’esultanza di Gennaro Tutino (foto Mannarino)

Qualcuno disse: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai”… al San Vito Marulla. Il tepore tipico di fine estate non ha certamente fermato la passione degli oltre 8 mila giunti sugli spalti dello stadio intitolato all’indimenticabile bomber.

Eppure, non era tutto così scontato.

La riconferma di Micai dopo l’ennesima salvezza al cardiopalma, il ritorno del figliol prodigo Tutino in riva al Crati che ha generato una moltitudine di consensi, lunghe settimane di attesa in un mercato iniziato a rilento, gli approdi di Mazzocchi, Zuccon, Fontanarosa, Crespi, il ritorno di Praszelik, le diverse vedute sulla nuova maglia, il desiderio di un bomber di categoria, i prezzi dei biglietti aumentati e le polemiche sui servizi offerti, le buone sensazioni generate dalla partita di Coppa Italia contro il Sassuolo.

Gioie e dolori, polemiche e sorrisi, dubbi e conferme: la palla gonfia la rete e il boato stordisce. In un secondo si pensa al vantaggio conquistato, non ci si cura del vicino sconosciuto appena abbracciato, la sciarpa fino ad un attimo prima stretta al collo sventola fiera in alto insieme alle bandiere.

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona”.

Alte le aspettative alla vigilia della partita contro l’Ascoli. Gli addetti ai lavori che  ribadiscono: “Attenzione al Cosenza”.

Mister Caserta Cosenza-Ascoli (Foto Mannarino)
Mister Caserta Cosenza-Ascoli (Foto Mannarino)

Il tecnico Caserta, però, post match ha riportato tutti sulla retta via: “I complimenti fanno sempre bene, soprattutto se arrivano da persone importanti (Grosso ndr), ma rimaniamo cauti perché non portano da nessuna parte. Il campionato è lungo e tortuoso, bisogna essere sereni e tranquilli”.

Grandi elogi anche ai giovani, veri protagonisti di una partita durata si e no 30 minuti a causa dei tre rossi dati ai bianconeri avvenuti prima dell’intervallo. Ma un gioco propositivo, che diverte, lo spirito di sacrificio e le idee hanno generato speranza nel futuro.

Il Cosenza è rinominato, inizia bene ma finisce sempre per salvarsi ai playout“. Forse è vero, il campionato dei lupi è appena iniziato. All’ombra di una società che per il primo anno dopo il ritorno in B sta cercando di alzare la famosa asticella. Il Cosenza impressiona per la cazzimma dimostrata. È già pronto ad urlare: “ché bell’onor s’acquista in far vendetta”.