Iemmello manda al tappeto il Cosenza di fronte al presidente Guarascio (foto Andrea Rosito)
Iemmello manda al tappeto il Cosenza di fronte al presidente Guarascio (foto Andrea Rosito)

In casa Cosenza si può tranquillamente affermare che al peggio non c’è mai fine. La debacle della squadra ieri nel derby contro il Catanzaro purtroppo è solo la punta di un iceberg di una stagione ai limiti del grottesco, figlia della solita approssimazione.

Si può anche retrocedere in Serie C, questo fa parte del calcio e dello sport, ci mancherebbe altro! Bisognerebbe però farlo con dignità e soprattutto avendo fatto tutto il possibile per mettere la squadra in condizioni di salvarsi. Il Cosenza lo ha fatto? Non sembra proprio! Anzi, ai più è sembrata quasi una retrocessione programmata e studiata a tavolino.

Alla fine della scorsa stagione il patron Guarascio ha deciso come al solito di smantellare tutto e iniziare nuovamente daccapo. Via il direttore sportivo Roberto Gemmi, via il tecnico Viali, via calciatori di categoria come Marras, Meroni e Calò. Ah sì, c’era stato il riscatto di Tutino. Fumo negli occhi nei tifosi, visto che poi è stato venduto immediatamente al miglior offerente!

Una squadra già pronta, smantellata senza un perchè di punto in bianco. In barba a tutte le logiche della buona programmazione che indicano nella continuità tecnica la base necessaria per ottenere nel tempo i risultati migliori.

Se alla mancanza di programmazione, non certo una novità a queste latitudini, si aggiunge anche un -4 in classifica e le dimissioni del direttore generale proprio alla vigilia di Natale, ecco che il quadro della situazione è completo. Come può una squadra provare a fare semplicemente calcio in queste condizioni? Perchè non c’è ancora un campo dove allenarsi? Perchè a gennaio non si è pensato a rinforzare a dovere la rosa con calciatori di categoria? Si potrebbe continuare all’infinito con un serie di domande che ovviamente rimarranno senza risposte.

L’unica cosa certa è che la gestione Guarascio è arrivata ad un punto di non ritorno. Sicuramente il più basso da quando è presidente del Cosenza. La speranza è quella che l’umiliazione calcistica subita a Catanzaro sia stato il suo ultimo “regalo” alla città e ai tifosi prima di togliere il disturbo.

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