Ex Cosenza, Padovano “Quando nel ’90 fermammo il Catanzaro” (Foto archivio Tucci/Pescatore)
Ex Cosenza, Padovano “Quando nel ’90 fermammo il Catanzaro” (Foto archivio Tucci/Pescatore)

Questa domenica ritornerà derby di Calabria tra Catanzaro e Cosenza.

Manca ormai davvero poco ad una delle partite più attese della 14ª giornata di Serie B. Catanzaro e Cosenza tornano a sfidarsi in un derby che mancava da 6 anni (in Serie C), addirittura da 33 anni in cadetteria. Tanti gli incontri storici tra le due compagini, dunque, in particolare il doppio confronto nel campionato 1989/1990. 

Michele Padovano (Foto archivio Tucci/Pescatore)
Michele Padovano (Foto archivio Tucci/Pescatore)

Al “Ceravolo” finì 0-0 e nonostante non arrivò la vittoria fu comunque un risultato importante perché i rossoblù fermarono la striscia positiva dei giallorossi nei derby precedenti proprio contro il Cosenza.

All’epoca la squadra di Gianni Di Marzio ottenne il 14º posto, con 34 punti raccolti, salvandosi dalla retrocessione solo grazie alla classifica avulsa. Retrocessero Monza, Licata, Como e Catanzaro. Tra i protagonisti di quella annata, anche Michele Padovano, autore di 10 reti e dunque miglior marcatore stagionale dei calabresi. Intervenuto ai nostri microfoni, l’ex calciatore piemontese che ha militato anche nella Juventus, nel Crystal Palace e nel Metz, ha ricordato con piacere i 4 anni vissuti nella città dei Bruzi.

LE PAROLE DI MICHELE PADOVANO

Cosa ricordi di quella partita del 1990 e del clima acceso tra le due squadre?

“Ho un ricordo eccezionale. Quando arrivai a Cosenza una delle primissime partite fu proprio il derby, ricordo bene che fu un Cosenza-Catanzaro davanti a 25 mila spettatori. E’ una partita molto sentita tra le due tifoserie. Noi in quel periodo avemmo la peggio perché all’epoca Palanca fece prima 2 gol e poi l’anno dopo mi sembra 3. Lo 0-0 che conquistammo 1 punto senza infamia e senza lode. Un risultato che all’epoca era sicuramente ben accetto.”

Il tuo passato con i colori rossoblù: 103 presenze, 22 gol, spalmati in quattro anni. Prima una promozione storica in Serie B sotto la guida di Gianni Di Marzio, poi addirittura solo un anno dopo una promozione sfiorata in massima serie questa volta sotto la guida di Bruno Giorgi. Quali sono i ricordi più belli con questa squadra e cosa ricordi soprattutto di questi due allenatori che hanno fatto la storia?

“Nella mia carriera ho avuto la fortuna di giocare successivamente in squadre ancora più grandi e importanti, ma ricordo con grande piacere quel gruppo che ci ha portato dalla Serie C alla Serie B per poi sfiorare anche la Serie A, impedita solo dalla classifica avulsa che non ci ha permesso di affrontare lo spareggio. Peccato perché eravamo in un momento di grande forma e avremmo potuto battere tutti gli avversari. Dei due mister ho ricordi bellissimi, mi hanno fatto crescere prima come uomo e poi professionalmente come calciatore. Mi hanno dato dei consigli che poi mi sono portato dietro anche nelle categorie superiori.”

Il 1989 fu un anno dolce/amaro, con tanti gol realizzati ma la tragica scomparsa di Denis ha un po’ macchiato la stagione.

“Sì, quell’anno fu il più brutto con la tragica scomparsa di Denis. Mi auguro che si ponga finalmente fine alla vicenda e si possa riportare serenità alla famiglia e a tutti noi che lo abbiamo voluto molto bene.”

Sulla base anche dei recenti numeri dopo la straordinaria promozione, come lo vedi il prossimo derby tra Catanzaro e Cosenza?

“Lo vedo bene per entrambe le squadre e lo dice la posizione importante in classifica. Tuttavia è troppo presto per pensare ad ambizioni forse troppo grandi, ma è chiaro che se a marzo/aprile sia Catanzaro che Cosenza dovessero ancora trovarsi nella zona calda della classifica, allora sì che i sogni possono diventare realtà. Me lo auguro per il Cosenza, per cui ovviamente farò il tifo. Per tutta la Calabria sarà un giorno speciale, speriamo sia un bellissimo derby e che i tifosi facciano i tifosi. Per il resto ci sarà sicuramente da divertirsi, mi auguro che possa prevalere il bel calcio e il bel gioco.”