Dopo Gravina e Buffon, anche Rino Gattuso rassegna le proprie dimissioni. La Nazionale italiana riparte da zero. Dopo la deludente sconfitta contro la Bosnia, che ha sancito l’esclusione dell’Italia dal prossimo Mondiale. Il tecnico ex Milan e Napoli, ha deciso di lasciare il ruolo di commissario tecnico, risolvendo consensualmente il contratto con la FIGC.
Una scelta che, in realtà, appariva inevitabile già al fischio finale della gara di Zenica. Il mancato raggiungimento dell’obiettivo aveva infatti spinto l’allenatore calabrese a maturare la decisione di farsi da parte. Poi ufficializzata nelle ore successive. Il tutto in un contesto già scosso da profondi cambiamenti ai vertici, con le dimissioni del presidente federale e del capo delegazione.
Nel comunicato ufficiale, la Federazione ha espresso gratitudine nei confronti di Gattuso e del suo staff per l’impegno e la professionalità dimostrati durante i nove mesi alla guida degli Azzurri, augurando loro il meglio per il futuro.
Parole cariche di emozione anche quelle dello stesso Gattuso, che ha spiegato come la mancata qualificazione rappresenti una ferita difficile da accettare: per questo ha ritenuto corretto concludere la sua esperienza, sottolineando il valore unico della maglia azzurra e ringraziando dirigenti, collaboratori e soprattutto i tifosi, sempre vicini alla squadra.
Non è mancato il riconoscimento da parte di Gravina, che ha voluto evidenziare il contributo umano e professionale dell’ex ct, capace di restituire entusiasmo e senso di appartenenza in un momento complesso.
Ora si apre ufficialmente il capitolo della successione. Tra i nomi più accreditati per guidare la rinascita della Nazionale figurano Roberto Mancini, Massimiliano Allegri, Simone Inzaghi e Antonio Conte. La scelta definitiva arriverà dopo il 22 giugno, data dell’assemblea elettiva per il nuovo presidente federale.
Nel frattempo, potrebbe essere affidata una gestione ad interim al tecnico dell’Under 21, Baldini, che avrebbe il compito di guidare gli Azzurri nelle prossime amichevoli estive contro Lussemburgo e Grecia. Per l’Italia si apre così una fase di ricostruzione, con l’obiettivo di ritrovare identità, risultati e credibilità nel panorama internazionale.























