Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates – XRG) va in fuga insieme a Mikkel Bjerg e Leknessund (Uno-X Mobility Team), stacca anche quest’ultimo salendo verso Capodarco e vince in solitaria.
Il gruppo lascia andare la fuga dopo altri tentativi rintuzzati. La classifica generale subisce una lieve variazione per effetto dell’allungo nel finale di Hindley (Red Bull – Bora – Hamsgrohe) e Vingegaard (Team Visma – Lease a bike).
ANTEPRIMA
Una tappa corta ma nervosa, col dislivello concentrato prevalentemente nella seconda parte. Gli attaccanti di giornata riusciranno a spiccare il volo?
LA TAPPA
Il primo tentativo di fuga è effettuato da Filippo Ganna (Netcompany INEOS) e Alberto Bettiol (XDS Astana Team). Il vantaggio dei due oscilla attorno ai 20 secondi. Il gruppo non li lascia andare. Dopo una cinquantina di chilometri, i due campioni azzurri vengono ripresi. Sette uomini, con i nostri Marcellusi, Gualdi, Crescioli e Ulissi, si avvantaggiano ai meno 80 km. Il gruppo alle spalle si divide in due tronconi, per effetto del forte vento trasversale. Nella prima parte, si trova Hindley (Red Bull – Bora – hansgrohe).
La sua presenza induce il Team Visma – Lease a Bike di Vingegaard a colmare immediatamente il divario. Tra i fuggitivi, la coppia della UAE Team Emirates XRG, costituita dal vincitore di Cosenza, Jhonatan Narvaez, e dal possente danese Mikkel Bjerg, si avvantaggia insieme al campione nazionale norvegese Leknessund (Uno-X Mobility). Leknessund transita per primo allo sprint intermedio. Il vantaggio del trio si attesta sui trenta secondi nei confronti di un gruppo di una ventina di inseguitori, col plotone della maglia rosa distanziato di altri trenta secondi.
La media complessiva si mantiene elevata. Il gruppo molla il passo, e a cinquanta chilometri dalla fine tutti gli uomini in fuga spiccano definitivamente il volo. Bjerg si aggiudica un altro sprint intermedio e il chilometro Red Bull, Narvaez il primo GPM. Ci si avvicina alla salita di Capodarco, tradizionale vetrina per giovani talenti del ciclismo mondiale. Infatti, chi vince il Gran Premio di Capodarco, che tradizionalmente si svolge il 16 agosto, di solito è destinato a una carriera di alto livello.
Terminato il lavoro di Bjerg, Narvaez si invola lungo la salita e Leknessund cede. L’ecuadoriano vince il GPM, ma gli strappi non terminano. Si prosegue con pendenze micidiali, con punte secche al 22% che terminano a 3 km dal traguardo. Nulla può più fermare Narvaez e impedirgli di aggiudicarsi la tappa in un arrivo nella splendida piazza di Fermo. A Leknessund la piazza d’onore, il suo compagno Tjøtta completa il podio di tappa.Nel gruppo degli uomini di classifica, che arriva a quasi due minuti, Eulálio prova un allungo, ma Vingegaard in prima persona lo stoppa. Ai 200 m, parte Hindley con Vingegaard sempre vigile a ruota. I due guadagnano un paio di secondi sugli altri uomini di classifica.
Per Narváez si tratta della quarta vittoria di tappa in carriera al Giro d’Italia, la seconda in questa edizione, dopo il successo allo sprint a viale Trieste di martedì scorso. La UAE Team Emirates – XRG conquista il terzo successo parziale dopo appena otto tappe, reagendo alla grande alle traversie che la hanno costretta a continuare la corsa con soli cinque uomini, ma di valore eccelso.
Classifica tappa n. 8 (Chieti – Fermo, 156 km)
1) Jhonatan Narváez (ECU, UAE Team Emirates – XRG) in 3h27’26”
2) Anders Leknessund (NOR, Uno-X Mobility) a 32”
3) Martin Tjøtta (NOR, Uno-X Mobility) a 42”
Classifica generale
1) Afonso Eulálio (POR, Bahrain – Victorious) in 34h28’42”
2) Jonas Vingegaard Eulálio (DEN, Team Visma – Lease a Bike) a 3’15”
3) Felix Gall (AUT, Decathlon CMA CGM Team) a 3’34”
GIULIO SESSA
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