Non è certo una sconfitta sopraggiunta in rimonta, a tre minuti dallo scadere, dopo una prestazione al di sopra della sufficienza, a stravolgere il giudizio sul percorso intrapreso da questo Cosenza.
Come, peraltro, non ci si doveva e poteva cullare sulle due precedenti partite di campionato, nelle quali i lupi erano andati a punti. Che Fabio Caserta stia dando un’impronta al suo undici è lapalissiano. Lo è altrettanto che, dopo anni di palla lunga e pedalare, il pubblico del “Marulla” possa gustarsi trame di gioco, schemi provati e riprovati, idee.
Ecco che, dopo tre turni di Serie B, quattro punti in tasca e prospettive di una stagione finalmente fruttuosa, a regnare sovrano debba essere l’equilibrio. Questo Cosenza, come detto e ripetuto nel corso delle ultimissime settimane, non è completo. Ha bisogno come il pane di un vero centravanti che al momento non ha in organico. Al di là della vena realizzativa e delle infinite qualità dell’idolo di casa Gennaro Tutino. Idem con patate per un alter ego del capitano, con vero cuore da capitano, Tommaso D’Orazio, al quale non si può chiedere di avere energie illimitate.

Ove poi, su precisa ed eventuale richiesta del tecnico, ci si dovesse dotare di un cagnaccio a centrocampo che faccia sentire il fiato sul collo agli avversari, si farebbe cosa buona e giustissima. Si è avvertita la sensazione che lì, sempre lì, lì nel mezzo, ci sia a volte un buco che difficilmente gli ottimi Calò e Zuccon, elementi con altre caratteristiche, possono coprire.
Prendersela con Micai è da irriconoscenti. Il portierone ex Salernitana, miracoloso poco prima su Palumbo, ha avuto un’incertezza in occasione del gol vittoria di Abiuso. È però, a onor del vero, il primo errore da quando presiede a difesa dei pali rossoblù.
La delusione è comprensibile. La battuta d’arresto, soprattutto dopo l’avvio di gara estremamente convincente, era inaspettata. Stop però alle critiche eccessive. Questo Cosenza non le merita, Caserta non le merita (avrà già capito se e dove ha sbagliato e fin dove può spingersi d’ora in poi). C’è l’occasione per metterle a tacere subito: con il mercato, riprendendo a macinare gioco e punti.























