Una fase di Reggina-Cosenza (foto Mannarino) - 1
Una fase di Reggina-Cosenza (foto Mannarino)

Il derby lo vince la Reggina sul Cosenza con un netto 3-0 che non ammette repliche. La squadra di Pippo Inzaghi è sembrata sin dall’inizio superiore in tutti a reparti a quella di Dionigi.

Il risultato finale è solo la logica conseguenza di quello che si è visto in campo. Ok, la compagine amaranto, guardando i numeri casalinghi è un rullo compressore: 4 gol rifilati al Sudtirol, 3 al Cittadella, 3 al Palermo e 3 ieri al Cosenza senza subire nemmeno una rete. L’ex attaccante di Milan e Juventus ha a disposizione una vera e propria corazzata. Quello che fa male non è tanto la sconfitta subita ieri al “Granillo” ma come è arrivata. I lupi sono sembrati fin dai primi minuti di gioco agnelli sacrificali sull’altare della Reggina.

REGGINA AGGRESSIVA, COSENZA REMISSIVO

Sono bastati solo 9 minuti a Rivas per far crollare il muro di cartapesta messo su dai rossoblù. Gli amaranto, superiori in lungo e in largo, non hanno avuto difficoltà a gestire il match e chiuderlo nella ripresa con il solito Menez e poi con Pierozzi. Partita già archiviata dopo soli 63 minuti. Il resto è stato solo accademia. Il Cosenza torna a casa con le classiche pive nel sacco, senza nemmeno averci provato e senza aver fatto un tiro in porta, degno di questo nome. Il tabellino finale e i numeri della partita sono impietosi per la truppa silana.

Dionigi nella conferenza pre derby (foto Farina)
Dionigi nella conferenza pre derby (foto Farina)

DIONIGI, L’ORA DELLE SCELTE

La classifica del Cosenza, nonostante la mazzata del “Granillo“, resta ancora buona. L’unica nota positiva, di un sabato molto amaro. La squadra di Davide Dionigi è ancora dalla parte sinistra della graduatoria. La sconfitta pesante subita ieri apre sicuramente a delle riflessioni tecniche e tattiche. Oltre che perdere un derby fa sempre male, la dura battuta d’arresto potrebbe lasciare nell’ambiente bruzio qualche strascico pesante da smaltire. Ancora una volta, per quanto lotti e si impegni, Larrivey (o il centravanti di turno schierato) è sembrato troppo solo, letteralmente in balìa dei difensori avversari. Né D’Urso, né soprattutto Brignola sono stati in grado di supportarlo a dovere.

Il Cosenza attacca l’area di rigore avversaria sempre con pochissimi uomini. Calò è l’unico giocatore dai piedi buoni in mezzo al campo, ed anche se ancora non è al cento per cento, dovrebbe giocare più spesso. L’assenza di Florenzi, a cui va aggiunta quella di Vaisanen, inizia a farsi sentire. A Dionigi il compito di trovare una soluzione tattica che faccia esprimere al meglio la squadra e di non lasciare abbandonati al proprio destino i vari Butic, Nasti, Zilli, Nasti ecc.