Catanzaro-Cosenza, derby più sentito nel territorio calabrese, non è una gara storicamente favorevole ai rossoblù.
Anche le pietre sanno che le vittorie della squadra cosentina contro gli acerrimi rivali si contano sulle dita di una mano. Le poche gioie sono infatti ricordate come eventi rari, memorabili. La tradizione, che si giochi al “Marulla” o al “Ceravolo“, è negativa per il Cosenza.
Per individuare una vittoria dei lupi in terra nemica bisogna tornare al 2014 e al 2016. Nel primo caso gli ospiti, allenati da Roberto Cappellacci, al quale poi subentrò Giorgio Roselli, nella gara valevole per la Coppa Italia di Serie C, che poi finirà nelle bacheche di via degli Stadi, compiono il blitz con il risultato di 3-1. Nel secondo, più celebre, rompono un incantesimo che in gare di campionato durava da 66 anni. Caccetta, due volte, e Gambino danno il via al trenino rossoblù e alla giornata di festa dei calciatori che verranno accolti come degli eroi al loro ritorno in pullman a Cosenza.
Di successi in Serie B nemmeno l’ombra però. Dal lontanissimo 1946 ad oggi i lupi hanno raccolto solo dispiaceri. I numeri sono impietosi. In 7 precedenti si registrano 4 vittorie del Catanzaro (l’ultima, per 2-0, nella scorsa stagione firmata da Iemmello e Biasci) e 3 pareggi. Inoltre, i rossoblù sono andati a segno una sola volta e non gonfiano la rete al “Ceravolo” addirittura dal 1962. Tanti tabù insomma, su tutti i fronti. Sarà la volta buona che il Cosenza riuscirà ad infrangerli?
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