Tadej Pogacar inscena un numero spettacolare e riconquista la maglia di campione del mondo, che sfoggerà anche durante il 2026. Invertendo il verdetto della cronometro di una settimana fa, il fuoriclasse sloveno conquista il successo davanti al belga Remco Evenepoel. L’irlandese Ben Healy si accaparra un bel bronzo. Giulio Ciccone è il primo italiano al traguardo e conclude in un’onorevole sesta posizione.
ANTEPRIMA
Riuscirà Pogacar a riprendersi dopo l’onta del superamento subita da Evenepoel nella cronometro di sette giorni prima? I belgi saranno in grado di condurre la prova con maggiore sagacia tattica rispetto a quanto dimostrato durante la prova degli Under 23?
LA CORSA
Si forma la classica fuga a lunga gittata del campionato di mondo, con uomini di seconda fascia. Ne fanno parte Huising, Garcia Pierna, Fabio Christen, Mayrhofer, Ivo Oliveira, Foldager e il francese Bernard, figlio d’arte. Belgi e sloveni monopolizzano le prime posizioni del plotone. Novak aumenta il ritmo, prima che il suo capitano Pogacar si muova in prima persona quando mancano addirittura 104 chilometri alla conclusione. Lo spagnolo Ayuso gli rimane a ruota e Bernard è l’ultimo della fuga ad esser ripreso. Evenepoel si stacca clamorosamente Il messicano Del Toro si lancia all’inseguimento. Sul muro di Kigali, Del Toro va in testa e solo Pogacar gli tiene la ruota. Ayuso invece si pianta.
In cima al muro, il primo gruppo inseguitore è distanziato di poco più di 30”. Evenepoel è ad oltre un minuto. A sei giri dal termine, Pogacar e Del Toro transitano con 45” di vantaggio sul primo gruppo inseguitore. Evenepoel è costretto a cambiare bici prima di riaccodarsi ai trenta uomini all’inseguimento. Tocca a Garofoli muoversi e lavorare per Ciccone. Evenepoel prosegue con le sue difficoltà di natura tecnica e cambia nuovamente la bici. La serie di scatti e successivi rallentamenti fa sì che il vantaggio dei due in testa si attesti a poco meno di un minuto. A 66 chilometri dal traguardo, Pogacar stacca anche Del Toro, suo compagno di club alla UAE, e si invola solitario. Per effetto di un’accelerazione di Evenepoel, i due gruppi dietro si fondono. Ciccone, uomo di punta azzurro, c’è. Tuttavia, al termine del tratto in salita, con Evenepoel rimangono solo Skjelmose, Hindley, Pidcok e Healy. Mancano quattro giri e il vantaggio di Pogacar è di un minuto. A tre giri dal termine, Hindley prima e Pidcock poi si staccano dal gruppetto tirato da Evenepoel. Col belga rimangono solo Skjelmose e Healy. Pogacar veleggia con un vantaggio di 1’10”.
Evenepoel attacca ai meno venti chilometri e rimane da solo ad inseguire Pogacar. Inizia l’ultimo giro con lo sloveno che transita con un minuto e mezzo circa di vantaggio su Evenepoel. La corsa si conclude col trionfo di Pogacar. Evenepoel è d’argento con un distacco di 1’28”. Healy stacca il danese Skjelmose ai meno cinque e agguanta un ottimo bronzo per l’Irlanda. Il lettone Skujins giunge quinto. Ciccone conclude sesto a 6’47” davanti a Del Toro e ad Ayuso. Solamente trenta corridori, rispetto ai 165 partenti, completano i 267,5 km del percorso, reso gravoso da oltre 5.000 metri di dislivello.
Per Pogacar, si tratta della seconda doppietta consecutiva Tour de France – Campionati del Mondo, dopo il double del 2024. È il nono corridore della storia a riconfermarsi campione del mondo su strada, il primo a conquistare il podio sia al Tour che al Campionato del Mondo per tre anni consecutivi, in un 2025 in cui ha vinto anche il Fiandre, la Liegi, le Strade Bianche, la Freccia Vallone, il Delfinato e ha concluso al secondo posto la Roubaix e al terzo la Sanremo. Sono numeri che testimoniano la completezza di un fuoriclasse che consolida la sua figura di icona non solo del ciclismo, ma della storia dello sport.
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