Nel corso degli ultimi giorni, è al centro di numerosi dibattiti la sorte dell’orsa JJ4.
Si tratta di un esemplare femmina di circa 15 anni, madre di tre cuccioli. L’animale è stato catturato negli scorsi giorni, dopo aver ferito mortalmente il runner Andrea Papi, lo scorso 5 aprile, nei boschi del monte Peller.
Inizialmente, dopo l’incidente, il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, aveva emesso un’ordinanza per l’abbattimento dell’animale. Il TAR, tuttavia, ha sospeso tale ordinanza, accogliendo il ricorso della Lega anti vivisezione (Lav) e della Lega abolizione caccia (Lac). Nel frattempo, l’orsa è stata catturata e ,dopo essere stata divisa dai suoi cuccioli, trasferita al centro di recupero fauna alpina Casteller di Trento.
Manifestazione pro orso in Trentino, negli scorsi giorni
L’incertezza sul destino dell’animale sta suscitando opinioni avverse. Solo lo scorso 23 aprile, numerosi manifestanti, da tutta Italia, hanno raggiunto il Trentino per manifestare contro la reclusione e l’abbattimento dell’animale. Il sit-in di protesta, organizzato da Scobi ed Assemblea Antispecista, ha visto circa 300 persone radunarsi davanti al Casteller di Trento e protestare per la libertà di JJ4.
La proposta dello ZooSafari di Fasano
A schierarsi contro l’abbattimento dell’orsa JJ4, anche gli amministratori dello Zoosafari di Fasano, i quali hanno mostrato disponibilità ad accogliere l’animale nella loro struttura.
“Premettendo che la fauna selvatica è un patrimonio indisponibile dello Stato ed è per questo tutelata auspichiamo che gli orsi del Trentino Alto Adige rimangano nel loro habitat naturale. Per l’orsa Jj4 e per altri orsi problematici sia consentito il trasferimento e sterilizzazione in luoghi idonei dove possano continuare a vivere. Lo ZooSafari di Fasano sarebbe disponibile alla detenzione gratuita di Jj4 e sicuramente anche dei suoi tre orsetti.“ hanno dichiarato gli amministratori della struttura ,come riportato dal Gazzettino .
L’appello dello Zoo è stato supportato anche dall’associazione ambientalista e di promozione sociale leccese “Verdi, ambiente e società onlus“.
“Siamo convinti che allo Zoosafari non avrebbero problemi ad ospitare sia mamma orsa che i suoi tre cuccioli che ora sono in pericolo con la possibilità di essere predati – dichiara la portavoce dell’associazione Maria Teresa Corsi – Quindi sollecitiamo in tempi brevissimi tale trasloco. Gli orsi, come ci hanno detto fonti esperte proprio dello Zoosafari, sono animali che si adattano facilmente. Per quanto riguarda il Trentino, una buona e organizzata campagna di informazione e prevenzione con appositi strumentali dispositivi, parallelamente a una campagna di sterilizzazione di alcuni capi, permetteranno una pacifica e proficua convivenza uomo-animale nei luoghi boschivi del Trentino.“
“Mandare l’orsa all’estero vuol dire ucciderla – ha concluso l’attivista- I cuccioli non dovevano essere divisi dalla madre. Sono ancora troppo piccoli. Un branco di lupi non ci metterebbe molto ad ucciderli. È assurdo quello che sta avvenendo. Il Trentino non può decidere sul destino della fauna selvatica escludendo tutto il resto d’Italia.”




























