Ricette mediche solo in digitale: cosa cambia dal 2025

Quella che fu, a fine 2023, una sperimentazione, trova oggi conferma nell’ultima manovra di bilancio in materia di sanità promossa dal governo Meloni: dal 2025 spariranno definitivamente le ricette mediche cartacee, affacciandoci unicamente al digitale. La svolta emerge dal 2020, nel momento in cui ci si rende conto – complice la pandemia da Covid-19 – che la digitalizzazione della sanità sia una spinta utile per velocizzare il Servizio Sanitario Nazionale e l’assistenza ai degenti.

Assistenza, però, che non sempre risulta essere tale, quanto più un impedimento per gli over 65 che – con non poca difficoltà – si ritrovano pervasi di credenziali diverse di volta in volta, problemi di rete e l’immancabile creazione dello Spid, oramai presente in tutti i servizi digitali. L’Italia, dunque, viaggia su due binari paralleli: da un lato l’esigenza di adattarsi ai competitor europei, dall’altro ostacoli evidenti come – in questo caso – una digitalizzazione della Pubblica Amministrazione che più che aiutare potrebbe complicare lo svolgimento delle quotidiane attività.

È un dato di fatto, dunque, che dal 2025 le ricette mediche saranno usufruibili esclusivamente on line. La nuova normativa, infatti, tocca sia le ricette “rosse” (ovvero quelle da Servizio Sanitario Nazionale) che quelle “bianche” (ovvero quelle per i farmaci che i cittadini pagano autonomamente).

C’è da specificare, tuttavia, che non sono previsti particolari obblighi o sanzioni. Difatti, la gestione sarà discrezionale in riferimento alla volontà del medico, il quale deciderà se continuare ad erogare il formato cartaceo o, quindi, le ricette mediche solo in digitale. L’obbligo, tuttavia, è quello di digitalizzare il documento e inserirlo nel proprio Fasciscolo Sanitario elettronico.

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