Stefano Bollani Quintet incanta Rende virtuosismo, dialogo e un tocco personale

Una calda sera estiva, un anfiteatro gremito. Una musica che attraversa i confini del genere. All’Anfiteatro dell’Università della Calabria, lo Stefano Bollani Quintet ha offerto uno spettacolo di straordinaria intensità emotiva e ricercatezza artistica. Sospeso tra improvvisazione, ironia e lirismo.

L’appuntamento a Rende è arrivato pochi giorni dopo l’inizio del tour dedicato alle esibizioni in quintetto. Un progetto nuovo e senza precedenti, nato dall’incontro fra cinque straordinari talenti musicali. Ciascuno con una visione artistica distintiva e una carriera d’eccezione. Accanto a lui, infatti, una line-up stellare.

Il quintetto, vera all‑star del jazz contemporaneo, vede Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff  Ballard alla batteria – la rodatissima sezione ritmica dello storico Brad  Mehldau Trio – affiancati dalla creatività di Vincent Peirani alla fisarmonica e dall’energia percussiva di Mauro Refosco. A guidare il tutto, il tocco visionario e imprevedibile di Stefano Bollani al pianoforte.

La coesione tra i cinque è apparsa immediata e fluida. Un dialogo continuo fatto di sguardi, intuizioni condivise e sorprendenti scambi musicali. Il palco è stato un crocevia di complicità sonora, tra momenti di sottile intimità e esplosioni ritmiche travolgenti. Una scaletta colma di brani per lo più nuovi, nati proprio dalla sinergia tra i cinque straordinari artisti, con qualche sorprendente richiamo ai grandi classici.

Al culmine della prima parte, il quintetto ha infatti reso la celebre “And I Love Her“, scritta da Paul Mc Cartney per “A hard day’s night” terzo album dei The Beatles, in una versione intensa, sospesa fra delicatezza melodica e rimandi jazz. Un momento sospeso, da brivido. Il pubblico rendese, conquistato da queste scelte di repertorio, ha risposto con entusiasmo e calore crescente. Non sono mancati gli applausi a scena aperta, le partecipazioni collettive e, ovviamente, le richieste di bis. Il quintetto ha esaudito con generosità, trasformando il finale in una vera jam session festosa, in cui pubblico e musicisti hanno condiviso un ultimo scambio sonoro libero e gioioso.

In coda a un coinvolgente viaggio tra le note per il bis la scelta è caduta, infatti, su “Passion Fruit“. Brano travolgente, carico di groove, ritmicamente vibrante: un vero esplodere di energia che ha chiuso il concerto lasciando la platea in uno stato di pura estasi.

Suonare nel presente” – tema caro a Bollani e ribadito anche nelle sue recenti interviste – ha trovato piena attuazione sul palco di Rende. Il concerto non è stato una semplice esecuzione, ma un’esperienza condivisa e viva, scolpita nel momento.

La serata del 18 luglio 2025 all’Unical non è stata solo un concerto, ma un’esperienza irripetibile. Qualità tecnica, empatia emotiva, intelligenza musicale e brani memorabili hanno reso la performance un momento alto della stagione jazz in Calabria. Un evento destinato a lungo a rimanere nei cuori di chi c’era.

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