Mathieu Van der Poel (Alpecin – Premier Tech) è tra i più attivi nel tentativo di andare in fuga. Quando il gruppo sembra avvicinarsi, porta via un drappello di quattro unità e riesce a regolare gli altri fuggitivi allo sprint. A Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) e Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) rimangono solo i gradini più bassi del podio di giornata.
Per Ganna (Netcompany INEOS) c’è il rammarico di essere riuscito a primeggiare sul resto del gruppo all’inseguimento, che arriva a soli 6”. Pogacar termina la prima settimana di corsa in giallo.
ANTEPRIMA
Le temperature notevolmente calde comportano un accorciamento della lunghezza della tappa di una trentina di chilometri circa.
LA TAPPA
Nei primi chilometri sono numerosi i tentativi di fuga messi in atto, ma il gruppo li neutralizza di volta in volta. Merlier perde terreno, così Pedersen ha gioco relativamente facile nell’aggiudicarsi i punti dello sprint intermedio. Cominciano a muoversi i grossi calibri per provare a portar via l’azione buona. Ganna tenta più volte, al pari di Van der Poel. Finalmente va via un gruppetto.
Insieme a Van der Poel, ci sono Castrillo (Movistar Team), Van Eetvelt (Red Bull – Bora – hansgrohe), Pidcock, Tobias Johannessen, Baudin (EF Education – EasyPost), Gee e Simmons della Lidl – Trek. Simmons e Johannessen provano ad allungare ulteriormente, ma per effetto delle azioni di Pidcock e Van der Poel vengono ripresi prima della cima di Suc au May, salita di 3 km con alcuni tratti dalle pendenze in doppia cifra. LA UAE Team Emirates – XRG tiene però sotto controllo la fuga, probabilmente per limitare il ritardo dalla Lidl – Trek nella classifica a squadre, mantenendo il distacco nell’ordine del minuto.
Ai meno 25 km, l’accordo tra gli uomini in fuga vacilla e il vantaggio scende fino a mezzo minuto. Van der Poel decide allora di sferrare un attacco deciso, approfittando delle pendenze di Mont Bessou. Johannessen, Baudin e Pidcock sono in grado di reagire e proseguire insieme al fuoriclasse olandese. Un problema meccanico nel tratto in discesa fa perdere a Pidcock qualche secondo. Quando il cambio smette di fare le bizze, il biolimpionico di MTB rientra prontamente sui compagni di fuga. Il quartetto prosegue con ottima intesa e arriva all’ultimo chilometro con mezzo minuto di vantaggio.
Il finale è in pendenza. Van der Poel viene lasciato in testa dagli altri e parte ai 200 m. Johannessen gli rimane a ruota ma non riesce a sopravanzarlo. Anche Pidcock e Baudin nulla possono al cospetto dello strapotere del vincitore di tre Giri delle Fiandre e di tre Parigi – Roubaix. Il gruppo arriva lanciatissimo, ma è troppo tardi per colmare completamente il divario. Rimangono 6” di margine, che lasciano a Ganna l’amaro in bocca per il quinto posto, davanti a Pedersen.
Terzo successo di tappa al Tour in carriera per Van der Poel, che raddrizza la situazione in casa Alpecin – Premier Tech, dopo i risultati finora deludenti per Philipsen allo sprint. Nulla cambia in classifica generale, con Pogacar che arriva al primo giorno di riposo in giallo.
Classifica tappa n. 7 (Malemort – Ussel, km 154,6)
- Mathieu Van der Poel (NED, Alpecin – Premier Tech) in 3h27’51”
- Tobias Johannessen (NOR, Uno-X Mobility) s.t.
- Tom Pidcock (GBR, Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) s.t.
Classifica generale
- Tadej Pogacar (SLO, UAE Team Emirates – XRG) in 32h17’1704”
- Jonas Vingegaard (DEN, Team Visma – Lease a Bike) a 2’42”
- Isaac Del Toro (MEX, UAE Team Emirates – XRG) a 3’27”
GIULIO SESSA
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