Inaugurata dal Cosenza la sessione di calciomercato invernale. Sono stati ingaggiati a stretto giro di posta di Michele Camporese e Gianluca Frabotta.
Di professione difensori. Il primo, un centrale con il vizio del gol, torna in rossoblù dopo la breve e fruttuosa esperienza del 2022 e le meno fortunate avventure con le maglie di Reggina e Feralpisalò. Ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2024 con obbligo di riscatto.
L’altro, esterno di fascia, è di proprietà della Juventus ed è reduce da 6 mesi con la maglia del Bari. Arriva in prestito. Intervenire sul mercato di riparazione individuando profili in cerca di riscatto. È questa una pratica di uso comune della gran parte delle società. Soprattutto in tempi di ristrettezze economiche e scarsa liquidità.

Normale vedere le bacheche dei tifosi inondate di commenti negativi sul giocatore che ha appena svestito una maglia e che sicuramente non vedeva l’ora di cambiare aria. L’errore, marchiano, è ritenere questi giudizi insindacabili, affidabili. Sul rendimento di un calciatore influiscono una marea di varianti. Chi mastica calcio dovrebbe saperlo. Saranno pur serviti a qualcosa anni di partite e approfondimenti calcistici. Anche se guardati comodamente spaparanzati sul divano.
Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe. Quante se ne dicevano, circa un anno fa, su D’Orazio e Marras, sponda Sudtirol e Bari? Sia Tommaso che Manuel si sono rivelati poi tra i protagonisti dell’ennesima miracolosa salvezza dei lupi. A parti inverse può essere citato ad esempio Pierini. Meteora a Cosenza, ora fa le fortune del Venezia, di cui veste la maglia numero 10. E ancora, Luca Pandolfi? A Cittadella sembra lontano parente di quello visto al “Marulla“.
Si fossero basati sui rumors provenienti dalla città bruzia i dirigenti dei lagunari e dei granata non li avrebbero mai presi. Calma e gesso quindi. Il giudice supremo è sempre e solo il campo. Su Frabotta comunque una cosa va detta. Di certo non avrà vissuto momenti esaltanti all’ombra del “San Nicola”. Non si arriva però a vestire la maglia della Juventus e collezionare presenze in Serie A e in Champions League per grazia ricevuta.
“A Bari dicono che è scarso…“. Ipse dixit.
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