Occhiuzzi a Pianeta Cosenza

A ‘Pianeta Cosenza‘ è intervenuto Roberto Occhiuzzi, ex calciatore ed ex allenatore del Cosenza, in studio per commentare la difficile situazione della squadra rossoblù. Difficoltà ormai croniche per la società del presidente Guarascio e che trovano il proprio apice nel mese di gennaio, in concomitanza della sessione invernale di calciomercato. Un mercato dal quale si aspettano rinforzi ai vertici societari e che invece vede spesso partire prezzi pregiati, come si teme possa accadere anche quest’anno. Notizia di ieri, infatti, è l’interessamento dell’Union Brescia per Christian Kouan.

Occhiuzzi, attuale allenatore e responsabile tecnico del CUS Unical Academy, ha vissuto un’esperienza simile alla guida del Cosenza, quando si vide partire uno dei suoi giocatori di punta – Jaime Baez – proprio nel mese di gennaio. Il mese di gennaio è difficile per tutti gli allenatori. Una volta il mercato lo facevano gli allenatori, oggi c’è una rete di procuratori che vanno direttamente dai presidenti, quindi non è semplice per gli allenatori lavorare in questo periodo” ammette l’allenatore.

I GIOVANI VANNO TUTELATI

La sua storia passata e recente di allenatore lo ha portato inevitabilmente a parlare dei giovani, prendendo spunto dal 2007 Rocco e il 2008 Mazzulla, gettati nella mischia da Buscé nella partita contro il Catania. Mossa a detta di molti inopportuna, per altri un messaggio alla società, sempre poco reattiva nel mercato in entrata, nonostante la coperta corta che si trova al momento l’allenatore. Mister Occhiuzzi non si sbilancia sulla motivazione dei due cambi. “Per quanto riguarda i cambi non mi va di entrare nel merito, anche perché è l’allenatore che vive certe situazioni. Non credo abbia voluto dare un segnale, ma se lo fai in una partita importante a Catania, magari puoi un po’ destabilizzare lo spogliatoio.”

Un momento della 153ª puntata di Pianeta Cosenza

Occhiuzzi è decisamente più sicuro su come andrebbero gestiti i più giovani, soffermandosi anche su alcune pecche del settore giovanile rossoblù, rimaste purtroppo intatte nel tempo. “Penso che con i giovani si debba lavorare bene dal basso. Bisogna riguardare alcune cose che non vanno da tempo nel settore giovanile del Cosenza. Servono tecnici con grosse qualità, dare strutture a questi giovani, far fare trasferte idonee a ragazzi di 15 anni. Una volta con gli Allievi nazionali abbiamo fatto una trasferta notturna a Pavia, riposando soltanto la notte successiva” osserva il mister.

A questo punto, il tecnico ricorda il suo periodo ad Olbia, quando realizzò un vero e proprio miracolo sportivo con un gruppo di giovani. “Avevamo alle spalle un presidente e un direttore con i quali condividevamo idee e progetti. Inizialmente i giovani li abbiamo inseriti per forze di cose, ma nei momenti no cercavamo di non buttarli dentro facilmente, bensì cercavamo di tutelarli perché credo sia la cosa migliore”.

L’ASSENZA DI MAZZOCCHI È DETERMINANTE

Occhiuzzi riconosce che il momento particolare del Cosenza è aggravato dall’assenza per infortunio di Simone Mazzocchi, giudicata importante anche da lui. L’assenza di Mazzocchi per il gioco di Buscé è determinante. Ora l’allenatore deve essere bravo a gestire le assenze e i nuovi innesti, come Emmausso, giocatore dalle caratteristiche particolari. Però sono sicuro che Buscé sarà bravo a lavorare su questo.” La ricetta di Occhiuzzi è una sola: il mercato, tasto dolente da queste parti. “Mazzocchi è un attaccante di Serie B. Emmausso non ha le sue caratteristiche. Secondo me dovranno trovare il sostituto, perché se si vuole puntare ai play-off e farlo da protagonisti bisogna strutturarsi adesso.” Sperando che qualcuno dalle parti di via Conforti prenda nota…

Per l’allenatore la situazione difficile della squadra di Buscé si era già notata durante le partite con Monopoli e Crotone, soprattutto in quest’ultima, durante la quale, per lui, si era notata una netta differenza di passo dei giocatori cosentini rispetto a quelli pitagorici. Il momento complicato del Cosenza, però, per Occhiuzzi non sembra precludere l’accesso ai play-off. Del resto, lui stesso si intende di cavalcate durante la fase post stagione regolare. Occhiuzzi, infatti, era nello staff di Braglia nell’anno della promozione in Serie C, conquistata proprio ai play-off partendo dalla quinta posizione (in realtà settima per il campo, prima delle penalizzazioni comminate a Siracusa e Matera).

Come ricorda il nostro ospite Braglia diceva spesso di voler concludere la stagione al quinto posto, per preparare al meglio i play-off. Questo non è un discorso sbagliato: c’è sempre il piano B se si vuole vincere il campionato, che si può vincere anche passando dalla lotteria dei play-off, ma ai quali bisogna a patto di arrivarci bene.”

IL PRESIDENTE DOVREBBE FAR CAPIRE IL SUO PROGETTO

Non manca un attestato di stima nei confronti di Luca Garritano, ultimamente oggetto di alcune critiche. “Sento delle critiche verso Garritano. È un figlio di Cosenza, è uno di noi. È un momento in cui bisogna dare forza a un cosentino. Se viene criticato potrebbe perdere forza. Luca ha personalità, ma in questi momenti bisogna dare forza a chi tiene a questa maglia”, le parole del mister nei confronti del calciatore cosentino.

Inevitabile chiedere a Occhiuzzi un parere sulla situazione societaria e, soprattutto, sulla mancanza di comunicazione dei vertici rossoblù. Su questo, il mister è categorico. Alcune cose alla piazza dovrebbe comunicarle il presidente, per far capire qual è il suo progetto. Purtroppo questa è una cosa che nella gestione Guarascio non è mai esistita, ma la piazza ha bisogno di sentire il proprietario, come viene gestito il mercato.” Occhiuzzi si leva anche un sassolino dalla scarpa, riguardo al periodo conclusivo della sua esperienza sulla panchina dei lupi. “Nel mio periodo la mia scelta fu quella di rispettare la gente non facendo uscire alcune cose e continuando ad allenare, prendendomi per questo delle critiche. È sta per me una forma di rispetto, invece di guardare il proprio orticello.”

LA SCONFITTA È UN’OPPORTUNITÀ DI CRESCITA

Svela anche che, per il Cosenza, rifiutò una proposta importante, a causa del triennale appena ricevuto dalla società rossoblù. Si parlava di allenare il Sassuolo, ed era una cosa che si stava concretizzando. Davanti a un triennale, però, mi sembrava di voltare le spalle alla città. È stata una scelta che non rinnego, l’importante è metterci l’anima e stare a posto con la coscienza.” osserva Occhiuzzi. Alla domanda se valuterebbe un ritorno al Cosenza con questa società, Occhiuzzi è però drastico: “La storia del mio percorso la dice lunga. Ho subito alcune cose e credo che la dignità e la famiglia vengano prima di tutto“.

Infine, mister Occhiuzzi ha presentato la realtà del CUS Academy Calcio, che lo vede attualmente coinvolto con soddisfazione. Importante per lui è educare i ragazzi alla sconfitta e, forse, ancor di più educare i genitori a questo. “L’idea mia e di mia moglie è quella di far capire come va la vita ai ragazzi, attraverso questo sport fantastico che mi ha cresciuto. Noi genitori viviamo in modo negativo una sconfitta dei nostri figli, invece quella è un’opportunità di crescita, perché tante volte dalle sconfitte ne esci vincitore per il futuro. È quello che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi. Mi sto divertendo, anche se è normale che sto aspettando la chiamata giusta.”

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