Tifosi del Cosenza in trasferta. Qui a Marassi contro la Sampdoria (foto Mannarino)
Tifosi del Cosenza in trasferta. Qui a Marassi contro la Sampdoria (foto Mannarino)

Proporzioni logiche, almeno apparentemente, non sembrano essercene. I numeri però non mentono mai e sono abbastanza chiari. Il Cosenza che viaggia alla volta di Cittadella per la gara valevole per la 16ª di Serie B sarà seguito da 474 tifosi.

Tanti, tantissimi, se si considerano i 1361 km che separano la città dei bruzi dal piccolo comune alle porte di Padova. Certo, una buona parte di sostenitori, rigorosamente con la sciarpa rossoblù al collo, non solo per senso di appartenenza, quanto per coprirsi dal freddo che attanaglia soprattutto il nord Italia, non partiranno esattamente da Cosenza. A rimpinguare il numero saranno, come spesso accade in questi casi, i cosentini fuorisede, quelli residenti lontano dalla terra natìa.

Eppure stride, ma fino ad un certo punto, che al “San Vito-Gigi Marulla” si sia toccato recentemente il record negativo di spettatori da quando i lupi sono tornati a giocare stabilmente in B. Pochi, pochissimi, paradossalmente, nella stagione meglio concepita da 6 anni a questa parte. Con un organico decisamente superiore e una posizione di classifica tranquilla. 2500 scarsi in occasione dell’ultimo match casalingo con la Ternana.

Le analisi sociologiche e le interpretazioni delle motivazioni di tale apparente disinteresse si sono sprecate e continuano a sprecarsi. Di sicuro c’è solo che la sproporzione tra pubblico presente in casa e fuori è esistita anche nella scorsa stagione, senza dover andare troppo lontani nel tempo.

In quel caso però era la pesante contestazione nei confronti della gestione societaria, oggi rientrata, a spiegare la scarsa presenza sugli spalti del “Marulla”. Adesso a cosa è dovuta?

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