Il Natale quando arriva, arriva! Recitava così un famoso spot pubblicitario. I ricordi della mia infanzia sono legati a questo periodo come i giorni più belli e sereni dell’anno. Tutti quanti fondamentalmente ci sentiamo con il cuore più leggero del solito. Ma la domanda che mi ponevo fin da piccolo era sempre la stessa: “Sarò stato davvero buono ? Babbo Natale mi porterà davvero ciò che desidero?“
Ed ecco che in automatico iniziavo a scrivere la mia letterina che depositavo sotto l’albero. La mia ogni anno era una richiesta semplice. Sempre la stessa! Caro Babbo Natale mi compri il motorino?!
Puntualmente arrivavano regali bellissimi. Certo non mi posso lamentare, ma il motorino, quell’uomo vestito in rosso dalla lunga barba bianca, non l’ha mai parcheggiato a casa mia! In compenso, evidentemente sono stato davvero un figlio d’oro (ahh). A 18 anni ho avuto in dono una macchina che mi ha ripagato della delusione giovanile di non aver potuto sfrecciare su un mezzo a due ruote. Perché questa lunga premessa? Nonostante sia cresciuto un bel po’, il mio animo è rimasto sempre fanciullesco. Non potendo più scrivere le letterine a Babbo Natale per ovvi motivi, ogni anno mi piace scriverle al presidente del Cosenza Eugenio Guarascio. Sperando di fare breccia nel suo cuore.

LETTERA DI NATALE AL PRESIDENTE GUARASCIO
“Caro presidente Eugenio Guarascio,
come ormai si sarà accorto da tempo, gestire il Cosenza non è proprio un “hobby” rilassante. Tutt’altro. Non si può considerare un passatempo settimanale una squadra che muove più di ventimila tifosi nelle occasioni importanti e che in trasferta ha una tifoseria sempre presente in numero considerevole. In questi anni la città di Cosenza è stata sommersa dalla cenere della sua “politica dei piccoli passi“. In realtà, e lo ha visto in più occasioni con i suoi occhi, basterebbe veramente poco per incendiare i tizzoni ardenti nascosti sotto la coltre grigia. Il motivo per cui lei non lo faccia, e non voglia accenderli, sinceramente ho difficoltà a comprenderlo. Non è stanco di avere un’intera tifoseria, o la maggior parte di essa, che la contesta da qualche anno a questa parte? Non le si chiede la luna o di avere una corazzata in grado di lottare per la Serie A (anche se la città lo meriterebbe, eccome!).
Si vuole semplicemente una squadra che renda fieri di tifarla. Un parco giocatori all’altezza della tradizione, senza sentirsi sempre inadeguati rispetto agli avversari. Non si può sempre navigare nei bassifondi della classifica sperando sempre nei miracoli dell’ultima giornata, o nel fallimento di qualche squadra. Cosenza merita decisamente di più. Non voglio ulteriormente tediarla con le mie riflessioni a voce alta. Concludo dicendo che a gennaio tutti quanti si aspettano almeno 4-5 calciatori di spessore. Altrimenti questa volta il destino sembra veramente segnato già alla fine del girone di andata.
P.S. Se le avanza un motorino è sempre ben accetto!“






















