Un anno fa esatto la comunità di Bisignano tornava ad usufruire del Santuario di Sant’Umile. Chiuso per smottamenti il 14 febbraio 2010, l’iter per la riapertura è stato abbastanza lungo, con polemiche, ritardi e molto altro ancora.
La frana, infatti, aveva compromesso una parte della collina su cui sorge la chiesa. Dopo tanti anni di attese e di speranze il completamento dei lavori interni ed esterni ha consentito ai fedeli bisignanesi e non solo di poter fruire di un luogo simbolo per la religione in Calabria e non solo.
La riapertura dello scorso anno poteva e può essere maggiormente valorizzata. Innegabile è ancora il gap pesante rispetto agli altri santuari calabresi, sia in fatto di accoglienza che in fatto di promozione territoriale e turistica. Sant’Umile, a distanza di più di vent’anni da canonizzazione, resta ancora una figura quasi sconosciuta al di là dei propri confini. Pur con sforzi apprezzabili (almeno per la volontà), restano ancora tanti deficit da colmare, nonostante anche una maggiore collaborazione dei frati rispetto al passato.
Il pernottamento è anche possibile per i turisti, ma bisognerà avanzare nelle progettualità turistiche legate a Sant’Umile. Tanti i progetti abbozzati, pochi quelli riusciti, mancando un vero e proprio coordinamento oggettivo. Un’idea sarebbe quella di coinvolgere tutti i professionisti impegnati per la riapertura a vario titolo (molti di loro completamente accantonati negli ultimi mesi).
























