Guarascio in tribuna vip assiste a Cosenza-Salernitana (foto Michele De Marco)
Guarascio in tribuna vip assiste a Cosenza-Salernitana (foto Michele De Marco)

Dopo le discutibili dichiarazioni rilasciate a Telecolor da parte del presidente Guarascio e il tentativo di ricucire i rapporti con la tifoseria e le istituzioni affidato al nuovo direttore generale Salvatore Gualtieri, fresco di nomina, ma neanche presentato (non è una novità), arriva anche un comunicato ufficiale.

Le sue parole, come al solito, lasciano dubbi e perplessità. Si tratta di un messaggio rivolto ai tifosi e a chi ha manifestato l’interesse ad acquistare il Cosenza. L’ennesima apertura che poi, nei fatti, si scontra con tutto ciò che in questi mesi si è evidenziato nella realtà.

Guarascio sente di dare delle spiegazioni solo ai tifosi. Quegli stessi tifosi che “non vanno allo stadio perchè sono ancora al mare. Anche i giornalisti, o gran parte di essi, “sarebbero ancora in vacanza“. Fatto sta che non vengono citati affatto. Ignorati come sempre accade a chi vuole manifestare un punto di vista diverso, non conciliante con quello della proprietà.

Le manifestazioni d’intenti degli imprenditori erano un tempo “trattative progredite che si concluderanno a brevissimo. Nel citare le parole di Guarascio appaiono evidenti le contraddizioni fra ciò che si è detto, ciò che si dice e ciò che probabilmente si dirà. L’affidabilità di una società si base non solo sulle parole (basterebbero quelle), ma sui fatti che nel tempo hanno contribuito a creare un clima ostile nei confronti di tutti gli attori in campo (tifosi, stampa, istituzioni) e che si è riverberato sull’intera città e la sua “estesa provincia“.

Dove si è mai visto che una trattativa di cessione si faccia di fronte a sindaco e a tifosi? Cosenza, a volte anche in negativo, resta una città unica. La stampa non è contemplata nel suo messaggio. La cosa non stupisce affatto, vista la considerazione che ha mostrato nei confronti di chi racconta da sempre con passione le sorti della squadra della nostra città.

Quando si parla di sacrifici non bisognerebbe dimenticare e sottacere quelli di tutte le maestranze e i fornitori che aspettano ancora di essere retribuiti. Colpevoli di aver svolto un servizio in molti casi anche per pura passione e attaccamento verso i colori della squadra della propria città. Bisognerebbe indagare sulle ragioni di tale clima e assumersi responsabilità. Senza, come spesso capita, cercare alibi e scaricare su altri le colpe dei propri fallimenti sportivi e sociali.

La mossa del presidente è quella di aprire ad una trattativa pubblica. Citiamo testualmente: “Mi rendo sin da ora disponibile a trattare eventuali offerte di acquisto del Cosenza calcio, dinanzi la massima autorità comunale, ovvero il sindaco ed anche di fronte ad una eventuale delegazione di tifosi. Credo sia arrivato il momento che, coloro i quali (imprenditori o fondi) ostentano l’intenzione di acquistare il Cosenza calcio, addebitando al mio ingiustificato rifiuto il fallimento delle trattative, si assumano la responsabilità di formalizzare le singole e rispettive offerte sotto il vigile controllo di sindaco e tifosi“.

Tante domande restano senza risposta. Su queste si capirà il futuro: “Quanto vale il Cosenza?”, “Guarascio vuole e può vendere il Cosenza?”, “Qual è la situazione debitoria del Cosenza?”.

Il rischio e la paura di tanti è che, in assenza di risposte pubbliche degli imprenditori che vogliono il Cosenza Calcio (quella di Citrigno comunque è già arrivata), qualcuno possa pensare che il futuro abbia sempre il nome di Eugenio Guarascio. Se tale mossa sarà quella del rilancio o della disperazione finale, lo si scoprirà nelle prossime puntate.

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