Il rapporto tra il Cosenza Calcio e la città è ormai irrimediabilmente compromesso. Una distanza che non riguarda più soltanto le istituzioni, la stampa, i gruppi organizzati e i tifosi storici, ma che si allarga fino a coinvolgere le nuove generazioni.
Quanto si vede stasera davanti all’IIS “Valentini-Majorana” di Castrolibero ne è la dimostrazione più chiara. Lo stadio “Marulla”, come noto, da mesi appare spettralmente vuoto, complice la contestazione permanente contro la proprietà. Il management rossoblù ha invitato gli studenti dell’istituto ad assistere alla partita di venerdì tra Cosenza e Cavese.
Un’iniziativa che, nelle intenzioni della società, avrebbe dovuto riportare un minimo di entusiasmo sugli spalti e riavvicinare la città alla squadra. Ma la risposta è stata tutt’altro che quella sperata. All’esterno della scuola è apparso uno striscione che non lascia spazio a interpretazioni: “Guarà apprezziamo l’invito ma non l’impegno. Vattene da Cosenza che non sei degno”.
Parole dure, dirette, che raccontano meglio di qualsiasi comunicato ufficiale il clima che si respira attorno al Cosenza Calcio. Un messaggio firmato idealmente da studenti e giovani tifosi che rifiutano l’idea di fare da semplice contorno a una gestione percepita come distante, sorda alle critiche e incapace di rappresentare i valori della piazza.
Anche i più giovani, negli ultimi tempi indicati dalla società come terreno da riconquistare, mostrano invece una consapevolezza e una partecipazione attiva alla protesta. Il “San Vito–Marulla” è solo il simbolo di una frattura profonda tra società e territorio. Una frattura che non si può sanare. E quando anche i ragazzi dicono no, il segnale è forte. E inequivocabile.



























