La Calabria del vino torna da Vinitaly 2025 con segnali incoraggianti e una presenza che non passa inosservata. Alla rassegna veronese, tra le più importanti del settore a livello internazionale, le cantine calabresi si sono presentate in forze, confermando un momento di crescita che riguarda qualità, immagine e prospettive di mercato.
Sono state oltre novanta le aziende presenti sotto il marchio regionale, un numero che racconta meglio di ogni parola il fermento che sta attraversando il comparto vitivinicolo calabrese. Non solo partecipazione, ma anche una maggiore organizzazione e uno spazio espositivo ampliato rispetto agli anni passati, segno di un investimento preciso sul settore.
A sottolineare il momento positivo è stato anche l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, che ha parlato di una fase di consolidamento per il vino calabrese, sempre più capace di attirare attenzione anche fuori dai confini nazionali. Nonostante le difficoltà legate agli scambi internazionali, soprattutto con il mercato statunitense, l’interesse degli operatori stranieri resta alto.
Produzione e qualità: il settore cambia passo

Negli ultimi anni il comparto ha compiuto un evidente salto in avanti. A crescere non sono solo i numeri, ma soprattutto l’approccio alla produzione: maggiore attenzione alla qualità, valorizzazione dei vitigni autoctoni e investimenti in tecnologie e sostenibilità.
Le aziende calabresi stanno progressivamente abbandonando una logica puramente quantitativa per puntare su prodotti più riconoscibili e competitivi. Un percorso che passa anche attraverso il recupero dell’identità territoriale e delle caratteristiche uniche dei vini locali.
Giovani e nuove energie nelle cantine
Uno degli aspetti più evidenti di questo cambiamento riguarda il ricambio generazionale. Sempre più giovani, insieme a una presenza crescente di donne, stanno entrando nel settore portando nuove idee, competenze e una visione più moderna del mercato.
Le cantine diventano così luoghi di innovazione, ma senza perdere il legame con la tradizione. Un equilibrio che si riflette nella qualità dei prodotti e nella capacità di raccontare il territorio in modo autentico.
Dalle aree storiche un nuovo slancio
Zone storicamente vocate come Sibari e Cirò stanno tornando al centro della scena. Qui si concentra gran parte della produzione più rappresentativa, legata a vitigni identitari che stanno vivendo una nuova stagione di valorizzazione.
Tra questi, il Gaglioppo, il Greco di Bianco e il Magliocco continuano a ottenere riconoscimenti e ad attirare l’interesse di esperti e mercati, contribuendo a rafforzare l’immagine della Calabria del vino.
Un comparto in espansione
I numeri confermano il trend positivo: milioni di bottiglie prodotte ogni anno e una presenza sempre più strutturata sui mercati. Il settore guarda avanti con fiducia, sostenuto anche dalle istituzioni e da strategie mirate alla promozione del Made in Italy.
La partecipazione a Vinitaly, in questo contesto, rappresenta molto più di una vetrina: è il segnale di una regione che prova a ritagliarsi uno spazio stabile nel panorama enologico, puntando su qualità, identità e capacità di innovare.
























