Cosenza-Latina
(foto Francesco Farina)

Il Cosenza si avvicina alla sfida di sabato contro il Foggia con una consapevolezza diversa: quella di avere finalmente una rosa ampia e competitiva. Pronta ad affrontare non solo il finale di campionato, ma anche a dare battaglia nei playoff.

Per il tecnico Antonio Buscè quello attuale è quasi un “lusso“, visti i problemi di organico avuti nella prima parte di stagione. Finalmente ora avrà la facoltà di poter scegliere, ruotare e gestire le energie senza dover rincorrere soluzioni d’emergenza.

Le ultime quattro giornate rappresentano un banco di prova fondamentale. Non solo per consolidare la posizione in classifica, ma soprattutto per portare ogni elemento del gruppo nella migliore condizione possibile. L’obiettivo è chiaro: centrare il terzo posto e presentarsi alla post season cercando di partire direttamente dalla fase nazionale.

In questo contesto, la partita tra Cosenza e Foggia diventa un’occasione preziosa anche per chi ha avuto meno spazio. Potrebbe essere il momento, ad esempio, del centrocampista Christos Kourfalidis, pronto a ritagliarsi minuti importanti e a dimostrare il proprio valore in mezzo al campo.

Attenzione anche al reparto offensivo con un Simone Mazzocchi che sembra ormai vicino al rientro tra i convocati. La sua presenza sarebbe un’alternativa preziosa per aumentare peso e soluzioni in attacco, soprattutto in una fase della stagione in cui ogni dettaglio può fare la differenza.

Chi invece scalpita per una maglia da titolare è Jaime Báez. Dopo un periodo necessario per ritrovare la miglior condizione fisica, l’esterno offensivo è pronto a dare il proprio contributo dal primo minuto. La sua qualità e la capacità di saltare l’uomo potrebbero rivelarsi decisive per scardinare una difesa come quella del Foggia.

Il dato più incoraggiante, però, resta lo stato generale del gruppo: la squadra è in salute, fisicamente e mentalmente. Un fattore tutt’altro che scontato a questo punto della stagione. Buscè lo sa bene: per affrontare i playoff serviranno tutti, senza eccezioni. La gestione delle risorse, quindi, sarà cruciale. Non solo per evitare cali di rendimento, ma anche per mantenere alta la competitività interna. Ogni giocatore dovrà sentirsi parte del progetto, pronto a incidere quando chiamato in causa.

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