Il mitico "Centolire"
Il mitico "Centolire"

Si è spento Franco Altomare, conosciuto da tutti come “Centolire”, volto storico e amatissimo tra Luzzi e Cosenza. Con il suo modo unico di avvicinare le persone e quella battuta diventata ormai parte della memoria collettiva, era riuscito a trasformarsi in un simbolo popolare della città.

Per molti non era nemmeno Franco: era semplicemente Centolire. Bastava incontrarlo per strada, lungo il corso o tra i vicoli del centro storico, e sentirsi rivolgere con il suo sorriso inconfondibile la frase che lo aveva reso celebre: «Cumpà, i tìani centu lire?». Negli anni, con il passare del tempo e il cambiamento della moneta, la richiesta si era aggiornata ai “cinquanta cent”, ma lo spirito era rimasto lo stesso: ironico, spontaneo, umano.

Con i suoi rasta chiari, il volto scavato e quell’andatura lenta e riconoscibile, Centolire era diventato una presenza familiare per intere generazioni di cosentini. Non era soltanto un personaggio di strada, ma una figura entrata nell’identità quotidiana della città. Una di quelle persone che finiscono per appartenere ai ricordi collettivi.

Negli ultimi anni aveva trovato spazio anche sui social network, soprattutto su TikTok, dove video e incontri con lui diventavano rapidamente virali. Lui accettava tutto con leggerezza e simpatia, perché amava stare in mezzo alla gente e parlare con chiunque.

Cosenza perde uno dei suoi volti più autentici. Uno di quei personaggi che davano anima e colore alle strade del centro. Sarà strano non incrociare più la sua figura lungo corso Mazzini o vederlo risalire lentamente verso il centro storico.

Franco Altomare resta però nel cuore della città, tra i soprannomi che non si dimenticano, nelle storie raccontate tra amici e nei ricordi di chi almeno una volta si è fermato a sorridere con lui. Un personaggio unico, quasi cinematografico, capace di rendere speciale la quotidianità di Cosenza.