Brunori SAS durante la conferenza stampa al TAU (foto Francesco Farina)
Brunori SAS durante la conferenza stampa al TAU (foto Francesco Farina)

Brunori Sas è tornato nella terra madre per salutare i suoi concittadini e la stampa. L’incontro si è tenuto presso il Teatro Auditorium Unical. Un momento attesissimo dai fan dopo il successo ed il terzo posto al Festival di Sanremo con il brano ‘L’albero delle noci’ che dà anche il titolo all’album uscito in questi giorni.

Il cantautore si è presentato davanti ai microfoni dei giornalisti, rispondendo alle varie domande con il solito garbo e arguta ironia.

La Calabria ha scoperto o riscoperto Dario Brunori?

Qualcuno lo ha scoperto, – dice Brunori – qualcuno lo ha riscoperto. Altri hanno confermato un affetto non tanto per me ma per la mia proposta, quella che porto in giro da tanti anni. Sono contento che si siano combinate tutte queste tre cose e di aver sentito l’affetto della gente che ha visto un senso di appartenenza ed un sano senso di rivalsa nei confronti di una narrazione che è sempre di un solo tono quando si parla di Calabria. Sono contento se, tramite questa mia avventura sanremese, potremo avere una narrazione migliore e più articolata di quello che siamo.

Terzo posto e miglior testo, come hai vissuto questa esperienza?

Sono contento perchè ero andato a Sanremo con l’aspettativa unica di portare il mio mondo. E’ una canzone che dice le cose con un certo tono e non ero per niente sicuro che questo tono sarebbe stato accolto perchè, si sa, in questi contesti vengono premiate le cose più sgargianti o scoppiettanti e comunque legate ad un certo tipo di immagine. La cosa invece non è passata osservata e sono stato premiato dal pubblico oltre che dalla critica che mi ha sempre supportato in questi anni”.

Sanremo era come te lo aspettavi? Il momento più bello?

Sanremo era come lo aspettavo. Sei tu che decidi com’è quello che fai. Probabilmente la fase della mia vita mi ha aiutato a vivere la cosa come un gioco. E’ stata una botta di vita che mi basta per i prossimi 5 anni. Sono abituato a stare a San fili tutto l’anno davanti ad una stufa a pellet (ride ndr). La cosa più bella è la riunione davanti alla famiglia e mia figlia Fiammetta che mi ha detto sei un eroe. Momenti negativi no. Penso di averla vissuta molto bene“.

L'esibizione improvvisata di Brunori all'Unical (foto Francesco Farina)
L’esibizione improvvisata di Brunori all’Unical (foto Francesco Farina)

Rifaresti il Festival di Sanremo l’anno prossimo?

Sono contento di questo momento di popolarità ma vorrei continuare a vivere il mio mondo più intimo e che mi è sempre appartenuto. Non sono interessato alla popolarità tout court. Mi piace che sia arrivata per il tramite di una canzone e mi va bene così”.

Hai riportato la canzone d’autore a Sanremo

Non è merito mio. Carlo Conti ha fatto delle scelte precise già all’inizio portando dei cantautori. La cosa interessante è che quella proposta evidentemente ha palesato una necessità che c’era, di sentire un altro tipo di voce e quella formula , quella cantautorale, è ancora viva. Anche il secondo posto di Lucio Corsi che è un cantautore straordinario ma che per anni ha faticato ad emergere proprio perchè c’era questo luogo comune sui cantautori non più amati o relegati ad un passato che non sarebbe più tornato. Invece in tutti questi anni ho incontrato cantautori grandissimi nella mia vita e cito e lo faccio nuovamente dopo averlo ringraziato sul palco di Sanremo, uno fra tutti Paolo Benvegnù. Sono contento se in qualche modo si riporta l’attenzione su un mondo quello cantautoriale che esiste ed è vivo e può raccontarci ancora molte cose su di noi”.

Il pensiero di Vito Teti su di te. Un altro animo “restante”?

Sono orgoglioso che un intellettuale ed un animo come Vito Teti abbia speso delle parole belle per me soprattutto perchè ha sottolineato come la mia moralità non sia mai folkloristica ma cerca di recuperare con ironia i valori della cultura popolare e non della macchietta. Sono contento che arrivi da lui questa certificazione e non vedo l’ora di abbracciarlo”.

Non sei molto televisivo. I fan sono arrabbiati per il poco spazio dato dalla Venier su Rai Uno. Vogliamo chiarire il caso?

Non l’ho chiesto io. Penso sia stato un mix di cose. C’era tanta fretta, si sgomitava dietro le quinte e penso che abbiano deciso di liberarmi prima perchè non sono molto un personaggio televisivo. In quel contesto si fa audience con delle storie che io non ho. Non c’entra sicuramente il discorso di essere stato calabrese e penso sia stato solo un discorso meramente televisivo. Il miglior risultato per me sarebbe se per tramite di questo successo e degli altri cantautori premiati a Sanremo i ragazzi riscoprissero il mondo cantautorale di De André. Abbiamo per molto tempo dato per scontato che uno come Faber lo conoscessero tutti, ma non è così. Ci sono ragazzi che non conoscono neanche i Beatles. E’ un gran bene se si riscopre il cantautorato: quello classico ma anche quello contemporaneo”.

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