Nell’anno del cinquantesimo anniversario dal loro ritrovamento, i bronzi di Riace stanno suscitando un interesse sempre maggiore, attirando visitatori da tutto il mondo. Dopo il boom di turisti registrati al MarRc negli scorsi mesi, le due statue bronzee sono divenute fulcro di numerose iniziative, volte a celebrare l’importanza del loro ritrovamento, avvenuto il 16 agosto 1972.
L’interesse per i due capolavori scultorei e per la loro storia ha raggiunto anche il Giappone. I due bronzi, infatti, diventeranno protagonisti di un documentario giapponese. A realizzare il prodotto audiovisivo, il regista Fushiya, che, nei giorni scorsi, ha fatto visita al MarRc. All’interno del museo, sono state realizzate le riprese, immortalando il fascino delle due famose statue bronzee e di altri interessanti reperti in esposizione.
Obiettivo del documentario, che andrà in onda su una tv giapponese, raccontare la cultura e la tradizione Calabrese, narrando anche la celebre storia del ritrovamento dei due bronzi, famosi in tutto il mondo.
Le parole del regista Fushiya
«I giapponesi amano l’Italia e tutte le sue tradizioni, ma spesso nei loro viaggi non arrivano fino alla “punta dello Stivale”. Perciò non conoscono questa regione e non conoscono la città di Reggio Calabria. Così, nella nostra programmazione, abbiamo scelto questa meta, per promuoverla anche nei paesi dell’Estremo Oriente. All’interno del documentario, un’intera sezione sarà dedicata alla storia della città, in cui raccontare il legame che c’è con la Grecia. Per questo non potevamo non fare una tappa al Museo archeologico nazionale, per valorizzare, tra gli altri tesori, anche i bellissimi Bronzi di Riace». Queste le parole con cui il regista Fushiya ha commentato la realizzazione del documentario.
Il direttore, Carmelo Malacrimo: “Investire nella promozione internazionale è per noi un interesse primario”
«Ho accolto con entusiasmo la proposta del regista Fushiya di dedicare una parte del suo documentario al Museo di Reggio Calabria. In questi anni, abbiamo visto crescere sempre più il numero dei visitatori stranieri, provenienti da ogni parte del mondo, dall’America fino dall’Australia. Investire nella promozione internazionale è per noi un interesse primario, non solo per far conoscere il Museo, ma anche per far scoprire luoghi meno noti della Calabria, anche attraverso la grande forza attrattiva dei magnifici Bronzi di Riace.» Ha, invece, commentato Carmelo Malacrino, direttore del MarRc
«Nei luoghi più lontani, come quelli dell’Estremo Oriente, – ha poi concluso – questi “capolavori del Mediterraneo” diventano simboli di un’interna cultura, nella quale le nostre “distanze occidentali” si riducono fortemente. Nell’anno in cui si celebra il Cinquantesimo anniversario del loro ritrovamento, i Bronzi di Riace si trasformano in icone identitarie di un territorio capace di integrare culture e tradizioni millenarie».























